Rifiuti, Ranaudo: “Finalmente prevale il senso di appartenenza”

16 maggio 2008

Rifiuti, manifestazione unitaria del 31: interviene il capogruppo del Pdci al Consiglio Provinciale, Domenico Ranaudo:

“Era previsto, era inevitabile: i tre fronti che da tempo combattono contro delle decisioni scellerate che vorrebbero l’Irpinia una pattumiera, hanno capito che non esistono diverse località come Pustarza, contrada Ischia, il Formicoso o Pianodardine – più o meno lontane da Napoli -, ma esiste una provincia che si identifica in un territorio. Da preservare e salvaguardare in quanto patrimonio naturalistico. Finalmente inizia a prevalere il senso di appartenenza. E tutti ormai rivendicano a gran voce il diritto di scegliere autonomamente e responsabilmente come gestirsi. Finalmente la consapevolezza di considerare il territorio tutt’uno ha avuto il sopravvento sull’incoscienza mostrata da un campanilismo sterile. Finalmente la nostra provincia ha compreso che l’unione fa la forza. E tutto questo grazie ai liberi movimenti ambientalisti ed ai sindaci. Ora bisogna lavorare affinché il popolo irpino abbia la possibilità di chiedere la fine del commissariamento e l’avvio della provincializzazione con la conseguente gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Non dimenticando che tutto passa attraverso la raccolta differenziata spinta. Il Consiglio Provinciale, all’unanimità – senza divisioni politiche -, ha chiesto questo. Ora la scelta è esclusivamente del governo.
Intanto il prossimo 21 si terrà a Napoli il consiglio dei ministri: il timore è che una veloce ed immediata soluzione al problema, Berlusconi la faccia passare attraverso la realizzazione di grandi buche pronte ad essere riempite di rifiuti. Speriamo che la capacità di risolvere i problemi della Campania venga dimostrata con l’attuazione di scelte responsabili, condivise e tecnicamente valide. Ribadisco che il tempo degli slogan elettorali è passato: ora è il tempo delle decisioni che, se sbagliate, si abbatteranno direttamente sulle sorti di intere comunità, con effetti dirompenti ed imprevisti. Per cui bisogna affrontare consapevolmente e responsabilmente questa emergenza. Ma soprattutto bisogna che ci sia partecipazione nelle scelte da attuare. Che i cittadini siano al corrente e siano consapevoli dei rischi e dei benefici che i loro sacrifici comporterebbero. E’ l’unico modo di risolvere l’emergenza. Creare un’identità collettiva, risvegliare un orgoglio ed un amore verso il territorio che sembra dimenticato. Solo se ci saranno questi valori, ben accompagnati da una riduzione ai minimi termini dello scarto tra la piazza ed i palazzi di governo, si potrà ottenere un vero cambio del modello culturale: la differenziata. Intesa come la consapevolezza di saper tutelare la salute delle zone che si vivono ed il futuro. Credo che la gente non chieda altro. Per questo sono convinto che la manifestazione del 31 verrà ricordata negli annali dell’Irpinia: il primo grande passo di una piccola provincia, capace di liberarsi civilmente dal soffocamento dei pesanti vincoli della grande metropoli. Non posso fare altro che auspicare di non essere in errore. Di sperare che in tanti, dai vecchi alle nuove generazioni, dagli agricoltori agli studenti, dagli impiegati ai liberi professionisti, – della città, dell’hinterland, dell’Alta Irpinia e dell’Arianese -, si riverseranno in strada per dare un segnale netto: dire no all’idea dell’Irpinia come pattumiera della regione, pretendere una drastica inversione di rotta nella gestione dei rifiuti, una rapida attuazione della provincializzazione, ma soprattutto tutelare il tesoro dei nostri territori e quindi la salute dei cittadini”.


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