Rifiuti – Procuratore Grasso: “Ognuno faccia la sua parte”

25 novembre 2010

Avellino – Si è svolto stamani, presso l’aula magna del Tribunale di Avellino, il convegno dal titolo “Rifiuti: norme e riforme per contrastare illeciti e mafie”.
L’interessante dibattito è stato fortemente voluto dal Senatore Enzo de Luca, vice presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e gli illeciti ad esso connessi. Un confronto su un tema assai delicato, dunque, con la finalità di “evidenziare – ha sottolineato il Sen. De Luca – la necessità di definire una cornice normativa adeguata, univoca e valida su tutto il territorio nazionale, per rendere sempre più efficace il contrasto a quelle forme organizzative parallele allo Stato ma che Stato non sono”.
Stesso parere per il Procuratore antimafia Piero Grasso, che nella sua lucida analisi sulla questione, ha individuato una serie di criticità legate essenzialmente ai singoli territori. E fa l’esempio di Caserta: “L’arresto di Iovine effettuato a Casal Di Principe deve far riflettere molto. E’ stato preso nella sua città, dove viveva tranquillamente. Se da un lato l’evento rappresenta la vittoria dello Stato, dall’altro si deve anche dire che fino a quel momento lo Stato centrale aveva fallito, nonostante i maggiori controlli predisposti. Iovine viveva tranquillamente nella sua città; vuol dire che fino a quel momento era stato in grado di avere il controllo della sua zona, meglio dello Stato centrale. Questo – incalza il procuratore – è solo un esempio per dimostrare che alcuni territori, specie nel casertano e nel napoletano, sono terribili realtà con cui bisogna fare i conti. Oggi ci troviamo in una fase dove alla gestione commissariale (gestione e ciclo rifiuti affidata a sindaci e comuni) si affiancherà la gestione consortile (i vari consorzi in liquidazione). Due tipologie di gestione che si sovrappongono e sono in conflitto. A ciascun ente, in Campania, bisogna dare le proprie colpe. E se poi a tutto questo si affiancano problemi come quello dei mezzi di raccolta, le leggi (con le proprie carenze, ndr), i trasporti oppure le difficoltà che riguardano i siti di stoccaggio e le discariche, ecco che il problema diventa enorme e ad approfittarne è la malavita organizzata che da tutto questo caos ne trae vantaggio”.
Lo stesso procuratore, però, lancia un messaggio di speranza: “In questo modo è difficile porre fine all’emergenza. Non bisogna perdere di vista il problema principale: disciplinare, da un lato, cittadini e i lavoratori degli stessi enti preposti alla raccolta e smaltimento rifiuti, ma dall’altro c’è bisogno del sostegno e dell’azione della classe dirigente e politica”.


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