Rifiuti – Lepore: “Serve la solidarietà dell’Irpinia e del Sannio”

25 novembre 2010

Avellino – Dopo le introduzioni dell’ On. Gaetano Pecorella, presidente della bicamerale di inchiesta su rifiuti e illecitia prendere la parola è stato Giandomenico Lepore, Procuratore della Repubblica di Napoli, tra i partecipanti al dibattito “Rifiuti: norme e riforme per contrastare illeciti e mafie” tenutosi questa mattina presso l’Aula Magna del Tribunale di Avellino: “E’ Napoli il problema della Campania. Questo lo so e lo ammetto. L’emergenza infatti è nel capoluogo di regione, non altrove. Non facciamo la differenziata, creiamo molti problemi. E a volte siamo maleducati ed irrispettosi verso gli altri. Ma è anche vero che la densità della città partenopea è altissima e lo spazio è poco. La provincia è molto piccola mentre la popolazione corrisponde a quasi la metà di tutti i cittadini campani. Per questo sono costretto a ribadire un concetto già espresso in passato: per superare l’emergenza rifiuti ci vuole la solidarietà delle altre province campane, soprattutto quelle province sdove la popolazione non ha una densità così elevata e ci sono terreni argillosi a volontà. Ed Avellino e Benevento rispecchiano in pieno questo identikit. Entrambe dovrebbero mettere a disposizione, dunque, terreni dove realizzare nuovi siti. E non c’è da scandalizzarsi su questo argomento, perché si tratta di costituire siti adeguati, sicuri e che non creino danni e diano pericoli alla popolazione locale. Ma – ribadisce Lepore – se non riceviamo solidarietà dalle altre province campane, come possiamo pretenderla dalle altre regioni o dagli stati esteri? Voglio ricordare – ha aggiunto il procuratore per dar valore alle sue proposte – che a Pianura hanno sversato da tutta la Campania, e addirittura da tutta Italia (specie rifiuti tossici). A tal punto che Pianura è divenuta una vera e propria ‘bomba ecologica’ ed è stata chiusa. E da lì sono iniziati i nostri problemi”.
Autoaccuse da un lato, ma accuse ben precise dall’altro, per poi concludere con una previsione: “L’emergenza durerà minimo altri due o tre anni, il tempo di costruire il termovalorizzatore. In questo lasso di tempo – ha concluso il Procuratore – tutti i siti per sversare sono stracolmi e c’è obbligatoriamente bisogno della collaborazione delle altre province”.


Nessun commento Presente

Comincia una conversazione

Ancora nessun commento!

Puoi essere il primo a cominciare una conversazione

I Tuoi dati saranno al sicuro!L'indirizzo email non verrà pubblicato. Anche altri dati non saranno condivisi con terzi.