Rifiuti – La Commissione d’inchiesta con Piero Grasso ad Avellino

23 novembre 2010

La Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e gli illeciti ad esso connessi fa tappa ad Avellino insieme al Procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso. L’occasione è offerta dal convegno, in programma per giovedì prossimo, 25 novembre, dal titolo “Rifiuti: norme e riforme per contrastare illeciti e mafie”. L’appuntamento è fissato per le ore 9.30 presso il Tribunale della città capoluogo. L’iniziativa, fortemente voluta dal senatore del Partito democratico Enzo De Luca, vicepresidente della Commissione bicamerale di inchiesta, è finalizzata, come precisa lui stesso, “ad evidenziare la necessità di definire una cornice normativa adeguata, univoca e valida su tutto il territorio nazionale, per rendere sempre più efficace la lotta alla criminalità organizzata, che ha il predominio assoluto nei traffici illeciti di rifiuti ed è infiltrata a vari livelli nella gestione del ciclo dei rifiuti urbani, come rivelano le inchieste della magistratura”. Altamente qualificato il parterre del convegno, che si aprirà sui saluti del Presidente del Tribunale di Avellino, Massimo Amodio, e l’introduzione dell’on. Gaetano Pecorella, presidente della bicamerale di inchiesta su rifiuti e illeciti. Quindi gli interventi del sen. De Luca e del già vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino. La parola passerà quindi ai magistrati: Angelo Di Popolo, Procuratore della Repubblica di Avellino, Corrado Lembo, Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, e Giandomenico Lepore, Procuratore della Repubblica di Napoli. Le conclusioni saranno affidate al Procuratore antimafia Grasso. “Riteniamo fondamentale, proprio in una fase di nuova emergenza rifiuti come è quella che la Campania sta vivendo per l’ennesima volta, tenere alta l’attenzione e vivo il confronto su quel che bisogna fare per archiviare definitivamente una crisi che rischia di trasformarsi in una crisi di sistema – conclude De Luca – Tra le criticità più allarmanti dell’emergenza rifiuti, che è una questione nazionale e come tale va affrontata, c’è l’infiltrazione delle mafie. Occorre intervenire anche sul piano legislativo con previsioni e disposizioni adeguate. Le illegalità ambientali sono in aumento, l’ecocriminalità allarga il proprio raggio d’azione e amplia i confini dei propri mercati. Non si può far finta di niente, è ora di avviare una riflessione seria e condivisa a partire da schieramenti politici, magistratura ed esponenti delle istituzioni. In quest’ottica il convegno di Avellino segna un avvio, la tappa di un percorso che deve coinvolgere tutta la parte sana del Paese”.


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