Rifiuti – Irpinia in marcia da Borgo Ferrovia al Cdr

16 maggio 2008

Rifiuti – Per dire no all’idea dell’Irpinia come pattumiera della Regione Campania.
Per pretendere una drastica inversione di rotta nella gestione dei rifiuti che punti a trasformarli in una risorsa, a partire da una raccolta differenziata a spinta.
Per pretendere una rapida attuazione della provincializzazione del ciclo integrato dei rifiuti.
Per conservare il grande patrimonio di prodotti tipici, risorse idriche, naturali e ambientali.
Per tutelare la salute dei cittadini.
Cinque punti essenziali hanno fatto da traino per la manifestazione organizzata il 31 maggio a partire dalle 9.30. Una marcia da Borgo Ferrovia al Cdr di Pianodardine promossa dai sindaci di Aiello del Sabato, Andretta, Ariano, Atripalda, Bisaccia, Calitri, Carife, Castelbaronia, Chianche, Lacedonia, Manocalzati, Montefredane, Montefusco, Prata Principato Ultra, Pratola Serra, Petruro, Savignano, Scampitella, San Nicola Baronia, Santa Paolina, San Potito Ultra, San Sossio Baronia, Taurasi, Trevico, Tufo, Vallata, Vallesaccarda e Zungoli e dalle associazioni Ambiente e Salute, Ambientalisti Savignano, Bosco Bottazzo Pulito, Circolo Hirpus Ariano, Comitato Monte Sant’angelo, Legambiente, Nessuno tocchi il Formicoso, Vivi acqua Viva.
Il nostro territorio – si legge nella nota – è brutalmente minacciato perché considerato luogo adatto a discariche e stoccaggio di balle di rifiuti: questa visione dell’Irpinia va contrastata con fermezza e grande determinazione. Deve essere chiaro che nessuno può chiedere più atti di responsabilità ad un territorio che ha già fatto grandi sacrifici, senza che nel frattempo si sia avviato un sistema serio di trattamento dei rifiuti. Se si vorrà insistere nel colpire la provincia, questa volta la cosa è seria perché è a rischio l’unità regionale.
Dopo anni di disastri non è più sufficiente né utile affrontare il problema come questione dei singoli territori ma è necessario mobilitare unitariamente l’intera provincia perché la minaccia è grave e mina alla radice la specificità della nostra terra
”.


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