Rifiuti – Irpinia a rischio, Sibilia: “Facciamo fronte comune”

25 ottobre 2011

Avellino – Con la saturazione della terza vasca di Savignano anche l’Irpinia rischia l’emergenza rifiuti: di qui la necessità di rilanciare e difendere la provincializzazione del ciclo e superare definitivamente un‘ emergenza che seppur conclusasi sulla carta il 31 dicembre del 2009, di fatto in Campania è ancora attuale. Questo, in sostanza, il messaggio lanciato alle istituzioni dalla Cisl nel corso del convegno dal titolo “Emergenza rifiuti, salute, territorio e legalità a rischio”, che ha avuto luogo questa mattina presso la Camera di Commercio di Avellino. Un dibattito lungo ed articolato, cui hanno partecipato il sindaco ed il presidente della Provincia di Avellino, Giuseppe Galasso e Cosimo Sibilia, l’assessore provinciale all’Ambiente, Domenico Gambacorta, il Procuratore della Repubblica, Angelo di Popolo e, in rappresentanza del sindacato, il segretario confederale della Cisl, Pietro Cerrito, e i leader provinciale e regionale Mario Melchionna e Lina Lucci. Al confronto avrebbe dovuto partecipare anche l’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano. La sua assenza è stata evidenziata da Cosimo Sibilia: “Mi spiace che non sia presente – ha spiegato – perché avremmo potuto confrontarci dopo un periodo conflittuale segnato da ben cinque ordinanze straordinarie da parte del governatore Caldoro”. Sibilia non ha lesinato stoccate all’amministrazione regionale, lamentando l’assenza di una significativa sinergia e il tentativo “da parte di alcuni consiglieri del napoletano” di minare il principio della provincializzazione. Il numero uno di Palazzo Caracciolo ha quindi sottolineato la necessità di fare fronte comune un Irpinia per difendersi dall’attacco del napoletano, rivolgendo un appello ai sindaci in protesta contro “IrpiniAmbiente”: “E’ sbagliato pensare che la Provincializzazione non cambi niente. Venute meno le rimesse è necessario che ognuno sia assuma le proprie responsabilità. Sì’ al confronto ma niente strumentalizzazioni”. Chiaro, poi, l’invito agli enti locali in ritardo con il pagamento della Tarsu: “Sinora IrpiniAmbiente ha incassato solo il 50% di quanto fatturato nel 2010. Abbiamo bisogno di risorse e la puntualità è necessaria”.