Rifiuti, Chiaiano e la Ibi nel mirino della Procura di Napoli

21 marzo 2011

Napoli – Undici avvisi di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sulla discarica di Chiaiano. Il provvedimento riguarda la società Ibi Idroimpianti che in Irpinia gestisce il sito di Pustarza svolgendo la propria attività di concessionaria dell’amministrazione provinciale di Avellino.
La Ibi fu protagonista lo scorso dicembre di un accesso confronto a mezzo stampa tra Lucio Fierro, esponente bersaniano del Pd irpino, la provincializzata IrpiniAmbiente e la rappresentanza legale della stessa Ibi Spa.

Oltre alla Ibi l’inchiesta verte sulla Edil Car, controllata dalla famiglia Carandente, che ha ottenuto il subappalto a Chiaiano.
L’ipotesi della procura è che attraverso queste due società (la prima già destinataria di un’interdittiva antimafia) i clan camorristici Mallardo e Zagaria controllassero lo sversamento dei rifiuti e i relativi appalti. Agli atti dell’inchiesta ci sono le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra cui l’ex imprenditore del settore dei rifiuti Gaetano Vassallo.
Agli indagati vengono contestati i reati di traffico di rifiuti e frode in pubbliche forniture. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del Noe, quando si decise di allestire una discarica nella cava, precedentemente adibita a poligono di tiro, venne usato materiale di qualità scadente per impermeabilizzare il suolo: in particolare si fece uso di argilla estratta abusivamente nel Salernitano. Il risultato fu che il suolo è rimasto permeabile e il percolato è finito nel sottosuolo.
Nel corso dell’operazione, i militari hanno sequestrato un’altra discarica di 15 mila metri quadri a Giugliano di proprietà della famiglia Carandente, ritenuta vicina al clan Mallardo. Anche da questo impianto sarebbe stato preso materiale per allestire la discarica di Chiaiano.