Rifiuti al Cdr. De Luca: “Fine emergenza solo gioco di prestigio”

17 marzo 2010

Avellino – Allo Stir (ex Cdr) di Pianodardine compattatori carichi di rifiuti di Napoli e Caserta.
Il campanello d’allarme potrebbe essere suonato ieri, quando presso l’ex Cdr di Pianodardine si sono incolonnati i compattatori di Napoli e Caserta per sversare i rifiuti delle due province a causa dello sciopero delle maestranze dell’impianto di Tufino dovuta all’astensione dal lavoro indetta dagli operai che al momento non percepiscono gli emolumenti. Una situazione allarmante, questa, che ha già comportando la paralisi del sistema, e che potrebbe avere forti ripercussioni anche in Irpinia. Il conferimento potrebbe essere stato solo un caso isolato. Ma il rischio è che oltre all’utilizzo dello Stir i rifiuti di Napoli e Caserta possano essere dirottati anche a Savignano Irpino.
“E’ l’ulteriore prova che l’operazione del Governo, con il decreto legge che proclama la fine dell’emergenza rifiuti in Campania, è stato solo un gioco di prestigio, un trucco per ingannare, ancora una volta, i cittadini e raccogliere voti per le prossime regionali”. Così ha commentato il senatore del Partito democratico Enzo De Luca. “Berlusconi e il centrodestra hanno preso l’abitudine a condurre le campagne elettorali sull’emergenza rifiuti della Campania – continua il sen. del Pd – e, evidentemente, pensavano di farlo anche stavolta. Ma hanno sbagliato i calcoli. Le emergenze non possono finire per decreto e infatti la crisi dei rifiuti in Campania non è affatto conclusa”.
Una situazione che De Luca, vicepresidente della Commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e le attività illecite ad esso connesse, ha denunciato più volte, sottolineando i rischi che derivano dalle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore. Non a caso il sen. del Pd si è fatto promotore di un disegno di legge quadro per la gestione del ciclo dei rifiuti con parametri univoci su tutto il territorio nazionale.
“Il decreto legge per la Campania è l’ultimo affronto e ad essere penalizzata è ancora una volta l’Irpinia, che all’emergenza rifiuti ha già pagato un prezzo altissimo – conclude De Luca – Avellino non può essere considerata la discarica della regione, dove far arrivare i rifiuti di Napoli e Caserta, forti del silenzio assenso di quei soggetti, come le amministrazioni provinciali, che il decreto legge individua come responsabili della gestione del ciclo dei rifiuti nei vari territori della Campania. Che ne è della tanto decantata provincializzazione? Perché i rifiuti di Caserta non vengono stoccati presso le tante cave abbandonate o dismesse del casertano? Forse perché la camorra non lo consentirebbe? Basta con gli inganni e i trucchi, con gli spot ad effetto. La maschera è caduta. Berlusconi e i suoi si rendano conto che i giochi di prestigio non sempre riescono. Il trucco c’è e si vede”.