Rifiuti a basso impatto: progetto di ricerca universitario allo Stir di Pianodardine

Rifiuti a basso impatto: progetto di ricerca universitario allo Stir di Pianodardine

22 febbraio 2019

Il Comea (Consorzio per il Miglioramento e l’Efficienza Energetica), il Centro Interdipartimentale Sistemi per l’Innovazione e Management dell’Università di Salerno e l’Arpac scelgono lo Stir di Avellino per avviare una sperimentazione volta all’identificazione di soluzioni tecnologiche competitive per il trattamento rifiuti con impianti che rispondano alle logiche dell’efficienza, dell’economicità e della sostenibilità.

L’amministratore unico di Irpiniambiente, Nicola Boccalone, ha sottoscritto con i partner l’accordo di collaborazione per attività di Ricerca ed Analisi che si svilupperà, presso l’impianto di Pianodardine, per studiare gli impatti e le performance mediante un processo meccanico a bassa temperatura.

In particolare, le tecnologie che saranno oggetto di valutazione riguardano macchinari costituiti da reattori LTMP (Low Temperatre Mechanical Process) con estrusori a vite elicoidale che avviano il rifiuto a compressione e trattamento. La conseguente decomposizione molecolare del rifiuto produce combustibile solido con caratteristiche interessanti per il riuso industriale.

Obiettivo dell’accordo sottoscritto è lo studio delle emissioni, degli output del processo e delle performance del contenimento degli impatti ambientali durante il processo.

La scelta degli enti di ricerca di individuare nello Stir di Avellino la sede più idonea per le attività di studio e di sperimentazione di quella che potrebbe rappresentare una evoluzione nel trattamento dei rifiuti solidi urbani, in linea con i criteri dell’End of Waste espressi dalla Commissione Europea, testimonia l’efficienza dei processi di lavorazione all’interno dell’impianto gestito da Irpiniambiente, nonché l’esistenza delle più idonee condizioni ambientali per poter effettuare indagini e sperimentazioni sotto l’egida dell’Università e dell’Arpac, l’agenzia deputata al monitoraggio, durante l’intero trattamento, delle emissioni e dei miasmi.

“Un motivo di vanto per l’azienda ed una conferma della bontà delle procedure adottate sinora – sottolinea l’avvocato Nicola Boccalone -, sempre nel rispetto delle normative e dei limiti imposti a tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Nelle prossime settimane ospiteremo all’interno dell’impianto di Pianodardine un macchinario per la trasformazione della frazione indifferenziata in combustibile. Ai tecnici dell’Arpac, che monitoreranno costantemente le azioni, il compito di verificare la qualità delle emissioni.

Aver individuato lo Stir per questo tipo di indagini – aggiunge Boccalone – conferma che si tratta di un impianto ritenuto idoneo dagli enti di ricerca e al cui interno la qualità dell’aria è tale da consentire sperimentazioni le cui valutazioni hanno una doppia valenza: una di natura tecnica e produttiva, l’altra di impatto ambientale”.