Riduzione Comunità Montane: la ‘protesta’ di Solimine

17 maggio 2008

Il presidente della Comunità Montana dell’Uffita Giuseppe Solimine non ha dubbi: non accettiamo il disegno di legge relativo al riordino delle Comunità Montane approvato recentemente dalla Giunta regionale della Campania, perché non rispetta le indicazioni contenute nella Legge finanziaria, cui si ispira l’iniziativa legislativa, ed è il frutto di un metodo sbagliato, che non ha nulla a che vedere con il principio della rappresentanza. Contestiamo il lavoro svolto dall’assessore Antonio Valiante e chiediamo al Consiglio regionale, che dovrà procedere all’approvazione definitiva del disegno di legge, di aprire un confronto dialettico finalizzato alla modificazione del testo. Giuseppe Solimine, presidente della Comunità Montana dell’Ufita, sindaco di Trevico e capogruppo provinciale dei Popolari nell’Unione di Centro, torna ad attaccare l’assessore Valiante, accusandolo di aver agito senza avvertire il bisogno di ascoltare le istituzioni interessate al problema e di aver avuto scarsa attenzione anche nei confronti del tavolo delle autonomie, che si era riunito proprio per affidare alla sua sensibilità alcune indicazioni e suggerimenti, non tenuti in considerazione.
“Registriamo una straordinaria caparbietà da parte di Valiante – afferma Solimine – che continua a disattendere i principi fondamentali sui quali si regge la logica della rappresentanza: quando devono essere assunte decisioni che intaccano anche profondamente il territorio, occorre ascoltare le istituzioni preposte, le quali, in virtù del mandato elettorale ricevuto, hanno il diritto di esprimere la propria opinione e il dovere di concorrere alla definizione di un problema nel modo più equo ed efficace possibile. Valiante, che è un politico e non un tecnico, dovrebbe essere il primo ad applicare e difendere quel principio. Nel merito contestiamo il testo del disegno di legge – aggiunge Solimine – perché le indicazioni in esso contenute non sono coerenti con la volontà manifestata dal legislatore e con le linee guida che rilevano da un’attenta lettura della Legge finanziaria, ma rappresentano intuizioni, valutazioni e deduzioni del tutto personali di Valiante, che stravolgono lo spirito rinnovatore posto a fondamento del riordino delle Comunità Montane, aggravano le condizioni di vita in zone già fortemente disagiate e creano gravissime difficoltà per la gestione, anche amministrativa, dei territori. In particolare riteniamo essere assolutamente errata l’aggregazione dei comuni del Cervaro, oggi appartenenti alla Comunità Montana dell’Ufita, con quelli del Fortore, perché tra le due aree non esiste alcuna affinità socio-economica, politica e geografica che possa giustificare il passaggio. Se quella indicazione non dovesse essere definitivamente rimossa, le amministrazioni locali interessate aderiranno alla Unione dei Comuni e sottoscriveranno con la Comunità Montana dell’Ufita un accordo di reciprocità per la gestione di alcuni servizi e personalmente mi impegnerò per contrastare lo stravolgimento degli assetti territoriali e salvaguardare il personale che lavora presso l’ente montano. Spero, infine, che il Consiglio regionale sulla questione mostri quella sensibilità istituzionale non praticata dall’assessore e proceda all’approvazione di un testo che rispecchi non l’opinione personale che Valiante ha delle Comunità Montane e dei territori, ma le indicazioni dettate dal legislatore”.


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