Riduzione collegi provinciali, Russo: “Suddivisione non omogenea”

22 ottobre 2011

“La richiesta da parte dei cittadini alla politica di ridurre i propri costi è continua e pressante”. Così l’esponente del Partito Democratico e consigliere provinciale Franco Russo che continua: “E’ stato fatto qualcosa da questo punto di vista; sono stati ridotti drasticamente i Consiglieri Provinciali di tutte le Province d’Italia. La questione è normata da varie iniziative legislative; l’ultima in ordine di tempo è la Legge 148 del 14/09/2011. I collegi provinciali e quindi i consiglieri provinciali sono stati ridotti dai trenta (30) attuali ai dodici (12) della prossima tornata elettorale. Il taglio è corposo e la rappresentanza politica all’interno dell’Ente Provincia scende a circa un terzo di quella attuale. Dalla lettura della bozza dei nuovi collegi provinciali (determinati, tra l’altro, rispetto al censimento della popolazione del 2001 e proprio adesso che si sta per realizzarne uno nuovo) si evince una suddivisione non omogenea di qualcuno dei dodici collegi; in particolare io, per maggiore conoscenza di questo territorio, richiamo l’attenzione sulla città capoluogo; Avellino era suddivisa in quattro collegi provinciali; adesso i collegi sono diventati due:
A) il collegio n. 4 (Avellino 1) comprende una popolazione di circa trentatremila (33.000) elettori tutti residenti nella città capoluogo;
B) il collegio n. 5 (Avellino 2) comprende una popolazione di circa trentaseimila (36.000) elettori residenti in parte nella città capoluogo e in parte in cinque (5) comuni limitrofi (Aiello del Sabato, Cesinali, Contrada, Santa Lucia di Serino e Serino).
Il problema, secondo me, si presenta però nella suddivisione del territorio cittadino nei due collegi provinciali: un collegio è composto dalla gran parte della città e l’altro collegio è, invece, formato quasi esclusivamente dalle periferie (quartieri S. Tommaso, Rione Mazzini, e Valle) a cui si aggiungono i comuni di Aiello del Sabato, Cesinali, Contrada, S. Lucia di Serino, e Serino; in pratica il secondo collegio si divide a metà con altri comuni. Sono perplesso rispetto a questa sistemazione dei collegi; il secondo collegio non mi sembra né carne e né pesce e, provocatoriamente, affermo che forse non rappresenta né la città di Avellino e né gli altri cinque comuni vicini. Dopo una attenta riflessione io immagino che sia giusto operare una modifica per rendere più omegenea la sistemazione dei collegi e propongo che la città sia suddivisa equamente tra i due collegi provinciali e che i comuni esterni vengano ripartiti, sempre altrettanto equamente, tra i due collegi. La mia proposta vuole essere solo una pietra nello stagno, un modo per avviare la discussione all’interno dei partiti per trovare una soluzione condivisa e giusta. Il PD hà già avviato un confronto interno sulla questione rispetto alla definizione di tutti i trenta collegi dell’Irpinia; io mi auguro che, in questi giorni, i partiti si confrontino sul nuovo assetto di tutto il territorio provinciale e possano fare in modo da far convergere in una proposta unanime gli interessi e le necessità di tutte le comunità provinciali”.