Registro tumori, i medici Isde: “Minimizzato il rischio ambientale”

Registro tumori, i medici Isde: “Minimizzato il rischio ambientale”

3 novembre 2018

“Abbiamo assistito alla presentazione con grande enfasi di informazioni che si riferiscono al periodo 2010 – 2012 e fotografano la situazione in quel periodo per i tumori che si sono verificati in tutti i comuni della provincia. Quindi, precisiamo che tutte le considerazioni che ne scaturiscono sono relative alla situazione in Provincia relativa a quello stesso triennio. Non è corretto ritenere che ora la situazione sia quella presentata”.

La sezione di Avellino dell’Isde, International Society of Doctors for the Environment, commenta così i primi dati irpini del registro tumori regionale. “Sempre relativamente a quegli anni, per valutare i risultati della nostra area, confrontiamo i risultati con altre zone. E con chi ci siamo confrontati? Con le aree coperte dai registri tumori in altre aree del sud abbiamo complessivamente una incidenza più bassa. Ci piacerebbe venissero presentate le aree del Sud con le quali ci confrontiamo (Taranto? Gela?)”.

“Il confronto dei rapporti di incidenza standardizzati nel resto di Italia viene effettuato andando a confrontare il rapporto dei numeri di casi di tumore osservati sul numero dei casi attesi, per tipologia di tumore. Non possiamo mettere nello stesso calderone tumori di apparati diversi, dovuti a cause diverse. E quando questo rapporto è superiore ad 1 vuol dire che sono necessari approfondimenti ed indagini epidemiologiche ad hoc”.

“L’incidenza è la misura dei nuovi casi di tumore che si verificano nel periodo considerato. Non è influenzata dall’assistenza ma dalla prevenzione che può essere primaria, la malattia ancora non c’è e si agisce sui fattori di rischio: stili di vita, inquinamento, etc, e secondaria, la malattia c’è in fase precoce, la individuiamo con programmi di screening e intervenendo modifichiamo la storia naturale della malattia”.

“La mortalità risente della qualità delle cure erogate ai pazienti oncologici. I vaccini sul cancro esistono già. Circa il 10% dei cancri riconosce una eziologia infettiva, e per alcuni di questi abbiamo vaccini efficaci. Un esempio per tutti, la vaccinazione contro l’HPV, il virus responsabile del cancro della cervice dell’utero”.

“Il cancro purtroppo non è provocato da una sola causa. Creare false illusioni è cattiva informazione. E la propaganda politica su queste tematiche non è tollerabile. Qui abbiamo bisogno di evidenze scientifiche. Stupisce e sconforta che i tecnici presenti all’intervento del governatore De Luca non siano intervenuti. Riteniamo che un politico vada fermato quando si inoltra in tematiche che richiedono competenze, appunto, di natura tecnica”.

“Non abbiamo visto i dati sui mesoteliomi. La presenza di un’area industriale nel nostro territorio che è stata fortemente messa in discussione a causa di presenza di amianto richiede l’immediata verifica e pubblicazione di questa informazione. Forse dovremo aspettare il registro mesoteliomi?”

“E’ stato detto che i piccoli numeri non consentirebbero l’analisi della distribuzione geografica. Non è una valida giustificazione, di sicuro, i dati andranno consolidati ma esistono degli accorgimenti statistici che consentono di lavorarci da subito. In altri registri i dati vengono raggruppati sulla base delle caratteristiche produttive del territorio! Proviamo a raggruppare i dati delle aree con pressione ambientale e quelli senza, ad esempio il comune di Avellino e quelli limitrofi all’area industriale con il resto dei comuni dell’Irpinia”.

“Come già abbiamo avuto modo di dire, siamo preoccupati. Non ci piace che venga minimizzato il fattore di rischio ambientale per i tumori. L’inquinamento, come sostiene anche l’OMS, è invece sempre di più all’origine di neoplasie, purtroppo in soggetti anche molto giovani. Il due per cento di una tabella del 2011 di un autore americano cozza contro valori ben più alti riportati in tutta la più recente letteratura scientifica. Secondo l’OMS sono da attribuire a questo fattore il 24% dei decessi dovuti a malattie cardiache, il 25% di quelle legate a ictus, raggiungendo il 29% nel caso di tumori polmonari e addirittura il 43% per la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Dati ribaditi nel recente congresso mondiale OMS di Ginevra su inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici (ottobre 2018)”.

“Questo doveva essere l’inizio dello studio del fenomeno nel nostro territorio, ma se queste sono le premesse, bisogna stare molto attenti. Ci rendiamo però disponibili ad un confronto costruttivo per capire insieme ai colleghi che si occupano del registro come procedere”.

“Noi ISDE siamo medici, e il primo obiettivo di chi ha scelto questa professione, prima ancora della cura, è la promozione della salute ed il controllo dei fattori di rischio, da perseguire con integrità morale, senza condizionamenti e senza asservimento ai politici di turno. Niente può essere più forte della verità e più convincente della inconfutabilità dei fatti”.