Registro Tumori, Franco Mazza: “Si inseguono solo teoremi a discapito della ricerca delle verità in Irpinia”

Registro Tumori, Franco Mazza: “Si inseguono solo teoremi a discapito della ricerca delle verità in Irpinia”

29 ottobre 2018

Registro tumori ad Avellino, dopo la presentazione dei dati relativi al triennio 2010-2012 non manca la riflessione di Franco Mazza, Presidente dell’Associazione ‘Salviamo la nostra Valle del Sabato’.

“Stamattina dunque la presentazione dei dati del Registro Tumori della provincia di Avellino. Innanzitutto per ora si tratta di dati molto parziali, riferiti a tre anni (2010-2012). Siamo nel 2018, dunque sono dati parziali e molto datati. Si è detto che c’è un’incidenza più bassa della media regionale e del Sud.

Sarebbe interessante sapere con chi effettivamente è fatto il confronto. In teoria i dati dovrebbero essere confrontati con aree in cui c’è il registro tumori. Quindi in regione Campania siamo a confronto con la Terra dei Fuochi? Per il resto del Sud siamo a confronto con Gela e con Taranto? E chi lo sa!

Poi abbiamo un dato complessivo, nessun confronto tra le varie aree territoriali della provincia e perciò nessun ragionamento su eventuali pressioni ambientali. Qui veniamo al punto dolente dell’intera mattinata.

Il dott. Mario Fusco, (Coordinamento Registro Tumori della Regione Campania) ha negato che esista una correlazione importante tra ambiente e comparsa di tumori (ha detto che solo il 2% dei tumori è legato a fattori di pressione ambientale), andando contro ai più autorevoli studi scientifici internazionali. In un sol colpo ha sconfessato lo studio Sentieri dell’Istituto Superiore di Sanità e quanto asserito dalla stessa Oms attraverso la Iarc.

Vedo un atteggiamento curioso nel sottolineare come siano gli stili di vita a determinare le condizioni per la comparsa del cancro e a non vedere invece come le pressioni ambientali siano fortemente condizionanti.

Un dato emerge: i tassi di incidenza dei tumori della tiroide nelle donne sono più alti non solo rispetto alla Campania e al Sud ma lo sono rispetto al resto d’Italia. A mio avviso questo dato (se lo associamo anche a quello, sempre nelle donne, della maggiore incidenza di linfomi non Hodgkin) deve invece far riflettere e non semplicemente essere liquidato come il risultato di una “maggiore pressione diagnostica”.

E’ un lavoro appena iniziato ma se chi ci lavora, e mi riferisco in particolare al referente regionale dott. Mario Fusco, fa le affermazioni che ho sentito stamattina temo che si inseguano teoremi a discapito della ricerca delle verità in Irpinia, nella Terra dei Fuochi e nel resto della Regione Campania”.