Regionali – L’analisi di Rocco Manzo: “L’Irpinia premierà l’Udeur”

18 marzo 2010

Avellino – Tra gli spunti d’interesse della campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale in Campania, spiccano senza dubbio le aspettative e le ambizioni dell’Udeur, un partito che dopo essere finito nell’occhio del ciclone per le note vicende giudiziarie che hanno riguardato nei mesi scorsi la presidente del consiglio regionale uscente, Sandra Lonardo, si ripropone all’elettorato con liste autonome a sostegno della candidatura di Stefano Caldoro a governatore della Campania. Rocco Manzo – con lui ci sono il capolista Gianfranco Iacobelli, Antonella Grasso, Tiziana Bello e Claudio Sacco – è uno degli alfieri del Campanile in Irpinia. In sei domande spiega quali sono i progetti e gli auspici del suo partito, quando è ormai iniziato il conto alla rovescia per l’appuntamento con le urne.

Manzo, esattamente una settimana fa il battesimo dei cinque candidati irpini alla presenza di Clemente Mastella presso la sede di via Circumvallazione. Come procede la campagna elettorale sua e dell’Udeur in Irpinia?

“Posso senz’altro affermare che c’è grossa soddisfazione all’interno del partito per come si stanno portando avanti le nostre iniziative. Devo rimarcare che tutti i nostri candidati ci stanno mettendo il massimo impegno, e devo sicuramente congratularmi con le nostre due donne, che stanno davvero dando il massimo. Personalmente, anch’io cerco di portare il mio contributo alla causa comune”.

Il leader di Ceppaloni la settimana scorsa si dichiarò fiducioso su un buon responso delle urne per il Campanile. In particolare affermò che anche l’Irpinia avrebbe potuto concretamente portare un consigliere udeurrino a Palazzo Santa Lucia. Cosa ne pensa? Potrebbe essere lei l’uomo in questione?

“Ancora una volta Mastella ha dimostrato di possedere una qualità rara: quella di saper vedere in anticipo quali sono le evoluzioni verso cui cambia la realtà che ci circonda, sociale e politica. L’impegno elettorale ci dice che da parte della collettività c’è una richiesta forte di condivisione. Appare evidente che la gente ha ritrovato la voglia di fare politica, un’esigenza che negli ultimi tempi sembrava essere scemata, anche a causa di contingenze come la modifica delle leggi elettorali e la scomparsa delle sezioni dei partiti nei paesi. Fenomeni che di fatto hanno allontanato i cittadini dalla politica e che ora sembrano aver esaurito il loro effetto negativo. L’Udeur è un partito a forte vocazione territoriale, pertanto questa riscoperta della politica da parte delle persone non può che renderci lieti e stimolare ulteriormente la nostra voglia di confronto. In quest’ottica credo ci siano davvero le condizioni per l’affermazione di un candidato irpino dell’Udeur, considerata anche la nuova normativa regionale che finalmente premia il voto delle aree interne. Circa una mia elezione, beh, si tratta di un sano desiderio di candidato. Vedremo quale sarà il responso delle urne. Senza dubbio l’importante ora è che ciascuno dei candidati lavori per portare la sua porzione di valore aggiunto alla lista”.

L’Udeur viene dall’esperienza di governo con la giunta Bassolino, come mai ora sceglie di schierarsi con l’opposta fazione?

“La storia e gli eventi che la caratterizzano andrebbero sempre affrontati con attento spirito d’analisi. Tanti episodi di questi anni sembrano aver confermato la presenza di una specie di sinergia tendente a voler far scomparire Clemente Mastella, Sandra Lonardo, e di conseguenza il nostro partito, dalla scena politica. I percorsi vengono indotti anche alla luce di queste considerazioni e alcune scelte, per quanto possano apparire strane, in realtà sono frutto di valutazioni ben ponderate. La nostra intesa con il Pdl è di natura politica, non elettorale. Siamo una forza alleata che concorre rispetto ad una visione programmatica condivisa con il centrodestra, e siamo con convinzione in questa coalizione. Oggi non ha più senso pensare che il futuro possa essere al di là o al di sopra dei partiti, bisogna guardare alla realtà delle cose e valutare rispetto ad essa cosa è più giusto fare. Con Caldoro e la nuova legge elettorale ci sono tutti i presupposti per superare finalmente il napolicentrismo e dare finalmente la giusta considerazione alle zone dell’entroterra, come la stessa Irpinia”.

A proposito di centrodestra, se Caldoro dovesse vincere, quale potrebbe essere il ruolo dell’Udeur nella nuova giunta, anche in virtù dell’auspicio di Giulio Di Donato verso un’amministrazione collegiale dell’ente Regione?

“E’ inutile nascondersi dietro un dito, è chiaro che molto dipenderà anche dai pesi che restituiranno le urne a ciascun partito. Detto ciò, e in considerazione anche del fatto che tutti lavorano per un scopo ed un progetto comune, ritengo che la dignità di rappresentanza per ciascuna componente della coalizione sia un valore imprescindibile”.

Un commento sugli antagonisti: Ferrero, Fico e De Luca.

“Preferirei non commentare, anche perché il giudizio sarebbe troppo facile per tutti e tre, visto che alcuni assumono posizioni troppo estreme dal punto di vista politico (Ferrero e Fico, ndr), altri dal punto di vista della personalità (De Luca, ndr). Dico solo che Stefano Caldoro rappresenta invece una espressione di equilibrio e moderazione, qualità che ritengo fondamentali”.

In conclusione, vuole rivolgere il suo appello agli elettori?

“Tre parole: sostegno, impegno e partecipazione. Il mio invito è innanzitutto quello di andare a votare. Nessuno ne parla, ma credo sia indispensabile che la politica lavori per superare questa cattiva volontà che nel tempo ha reso sempre meno attrattivo il diritto/dovere di voto. Per il resto il mio auspicio è che si esprima la preferenza con consapevolezza, rispettando i propri valori e la propria coscienza, e che l’Udeur possa concorrere a dare una speranza di rilancio a tutta l’Irpinia”.