Regionali – Inm, Fruncillo: “Un’Irpinia come la Toscana e l’Umbria”

13 marzo 2010

Segretaria provinciale di Italiani nel Mondo, il movimento politico del senatore Sergio Di Gregorio, Ines Fruncillo è una delle 5 candidate nella lista “Per Caldoro” alla prossime elezioni regionali.

Da giorni è in viaggio tra quelle che ha definito le “eccellenze” della provincia. Come procede il tour elettorale, quali sono le istanze che stanno emergendo dal confronto con la gente?

“La mia intenzione per questa campagna elettorale è quella di realizzare un tour, più che elettorale, ‘pubblicitario’ nel senso di portare in luce le eccellenze irpine. Nei viaggi che mi stanno portando tra le diverse realtà della provincia, posso dire di aver riscontrato un buon successo, anche in termini di affetto dimostratomi. La richiesta unanime è quella di un vero sviluppo: i cittadini, ancora più dei politici, hanno la convinzione che esso passi per la valorizzazione e il legame col territorio. Convinzione comune è che per l’Irpinia finora sia stato inteso e messo in pratica male il concetto di sviluppo”.

Quale ruolo per l’Irpinia nel panorama regionale. Quali sono i punti di forza da valorizzare e quali le lacune da colmare?

“Le lacune da colmare sono soprattutto quelle dello sviluppo turistico. Si guardi agli esempi di Umbria e Toscana, dove le amministrazioni regionali hanno ben capito quanto fondamentale sia l’incentivazione del territorio. Quello che serve all’Irpinia è la creazione di percorsi culturali, turistici ed enogastronomici forti. Non è un caso se il comparto vitivinicolo irpino continua a crescere in termini di Pil, a dispetto di tutti gli altri che sono invece in difficoltà. Bisogna investire sulla formazione, l’obiettivo è quello di rendere la provincia una fucina di strutture adeguate anche in considerazione della sua strategica posizione geografica, che la rende un ponte tra Mediterraneo e Adriatico in un’Europa che guarda sempre più verso Est”.

La campagna elettorale è una ‘guerra’ che si combatte anche a suon di sondaggi. Elemento comune ai dati diramati in questi giorni dai diversi istituti di ricerca è la vittoria del centro destra. Quanto c’è da crederci?

“La sensazione della vittoria del centro destra è qualche cosa che posso riscontrare quotidianamente nel contatto con la gente, non soltanto nei dati. Stefano Caldoro è una persona di grande sensibilità ma anche pragmatica e coerente. I sondaggi restituiscono una reale voglia di cambiamento in considerazione di anni e anni di centro sinistra, i cui danni sono sotto gli occhi di tutti”.

Qual è l’apporto di Italiani nel Mondo nel centrodestra campano?

“Italiani nel Mondo (che è un partito costituente del Pdl) ha dato al centro destra la giusta spinta all’internazionalizzazione cercando di dare voce ai milioni di Italiani che vivono in tutto il mondo. Vuole essere un canale di comunicazione tra le diverse realtà imprenditoriali all’estero”.

Perché Caldoro sì e De Luca no?

“Stefano Caldoro è un vero politico del fare, che ha alle spalle una storia coerente e che è riuscito ad interpretare le esigenze delle persone. De Luca rinnega invece la giustizia, egli è portatore di un messaggio politico vecchio di 30 anni e dietro di lui ci sono le stesse persone che rappresentano la causa dei problemi della nostra Regione”.