Regionali, i Ds aprono con Violante e Aurisicchio bacchetta l’ex Marco Alaia

by 13 marzo 2005

Un tavolo d’eccezione nella sala dell’Imbriani di Avellino (il capogruppo nazionale dei Ds Luciano Violante, Michele D’Ambrosio, Angelo Flammia, Rosetta D’Amelio, Alberta De Simone, Gerardo Adiglietti, Raffaele Aurisicchio, Russo, Ninfadoro) e un parterre prestigioso per dare l’avvio vero alla campagna elettorale. Ad introdurre i lavori il candidato nel listino Bassolino nonché sindaco di Lioni, Rosetta D’Amelio. Poi il segretario provinciale della Quercia Raffaele Aurisicchio che comincia con un intervento piuttosto soft.
“Abbiamo in campo adesso un’alleanza solida e coesa. Un’alleanza che ha definito la leadership al fianco di Prodi. Può presentarsi agli italiani come un’alternativa di governo. Così da cacciare la destra che ha fatto moltissimi danni. Attentando alla democrazia e alla Costituzione. Per questo è necessario ridare slancio con un programma teso ad utilizzare tutte le energie e le risorse. Due le direttrici da seguire: rilanciare l’innovazione, la ricerca, ridare ai nostri giovani un loro diritto, il lavoro; puntare sul Mezzogiorno, la grande riserva di energia. Il centrosinistra si propone con una sfida complessiva. Dobbiamo produrre una forte innovazione nell’azione di Governo. Tre gli impegni: 1) Regione più snella ed efficiente; 2) territorio da utilizzare e tutelare; 3) politiche di sviluppo per riammagliare le aree della Campania. Non è più tempo di contrapposizioni tra le aree interne ed esterne”. Dagli obiettivi di governo alle riflessioni su un percorso che spesso ha visto i Ds di via Carlo del Balzo “muovere critiche verso Palazzo Santa Lucia. Non sono state – continua Aurisicchio – strumentali, ma necessarie per rendere più efficiente la macchina amministrativa. Preziose a tener aperta la porta degli aggiustamenti”. Dalla Campania all’Irpinia. “Avremmo voluto che il centrosinistra irpino avesse dato un contributo unitario, programmatico e forte. Un contributo di idee e soluzioni. Per questo ci erano fatti promotori di una tale iniziativa. Anche per sviluppare un discorso unitario nei Comuni che vanno al voto. Per dare prova che la coalizione è coesa e non è un cartello elettorale. Non è stato possibile perché la Margherita si è tirata fuori. La Margherita ha inteso affermare la propria identità in modo da supportare la sua sfida di egemonia sull’alleanza sia in Irpinia che nel resto della Regione”. E tra una stoccata e l’altra rincara la dose contro i sostenitori o meglio i protagonisti della campagna acquisti. La frecciata trova il suo bersaglio: Marco Alia e company. Dalle questioni nostrane a quelle nazionali. E’ il massimo esponente della Quercia Luciano Violante a mettere ancora una volta i punti sulle ‘i’ “contro un governo che è stato di una parte del Paese. Ha giocato le sue carte nel centro nord. Ha creato gravi problemi alle persone più giovani: stanno emigrando le teste e… il Mezzogiorno si impoverisce. Siamo un Paese caduto indietro. Abbiamo un milione e 700 mila bambini poveri; siamo gli ultimi ad investire sulla ricerca. Il tutto perché il governo ha un’idea sbagliata di modernità”. “La destra ha puntato sulla divisione del Paese. Abbiamo una storia prolungata di divisioni tra Nord – Sud, centro e periferie…. Il regno del bene e del male con Berlusconi”. E poi… il riferimento alla liberazione della giornalista Luciana Sgrena “vittima di un indegno linciaggio. Solo perché è una donna”. Una frase per dire: “Si sta riesumando il sistema paternalistico, incivile dove la vittima deve tacere perché è donna”. Un modo per sottolineare: “Creiamo le condizioni per la svolta. La sconfitta del 2001 non fu determinata dai voti ma dalla divisione. E’ una nostra responsabilità aver consegnato l’Italia al centrodestra. Da allora siamo stati sempre uniti e abbiamo vinto”. “Chiediamo – continua l’on. Violante – che la cultura e la salute non dipendano dal reddito. Essere nati nel Sud o nel Nord significa essere vivi o morti (si registrano più decessi di tumori al Sud)”. Passaggi precisi tutti tesi a lanciare un messaggio altrettanto chiaro: “Credo che sia importante immettere nel sistema politico soggetti nuovi. E’ difficile che ci sia modernità senza la presenza delle donne”.


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