Regionali, De Mita: “Il napolicentrismo non è politica, è banalità”

by 15 marzo 2005

La Margherita tra constatazioni, richiami, appelli e… apre la campagna elettorale all’hotel De La Ville. Una sala gremita con un parterre d’eccezione (il sindaco di Avellino Giuseppe Galasso, Pietro Foglia, Maurizio Petracca, Sergio Barile, Giuseppe De Mita, Giuseppe Del Giudice, Donato Pennetta, Luigi Cardillo, Nicola Di Iorio, Rosanna Repole, Giuseppe Solimine, etc. etc.) ed un tavolo con i parlamentari irpini: Ciriaco De Mita, Nicola Mancino e poi Gerardo Bianco, Antonio Maccanico, i candidati: Enzo De Luca, Mario Sena, Luigi Anzalone, Luisa De Lisio ed il segretario cittadino Pino Rosato. Ad introdurre i lavori è Domenico Covotta, poi segue l’intervento di Maccanico e della candidata in corsa per le regionali, Luisa De Lisio, che rimarca la sua volontà di scendere in campo “perché giovane, perché donna”. Un intervento preciso come, tra l’altro, quello dell’assessore uscente Anzalone: “Abbiamo bisogno di una svolta e di un cambiamento”. Ancora troppi i problemi di non facile soluzione: l’emigrazione dei giovani; il deficit del bilancio regionale. Qualcosa si è fatto, ma non basta. Una soluzione, secondo l’assessore al Bilancio, la si può trovare diminuendo lo stipendio super dei consiglieri regionali. “Non è demagogia, è semplicemente decenza. Dico che una gestione più partecipata e attenta non fa male al consiglio regionale. Ci rende credibili… Abbiamo la coscienza a posto e le mani pulite. Vorrei che affrontassimo la campagna elettorale senza discriminazione”. All’invito segue la riflessione puntuale dell’on. Bianco. “C’è un difetto fondamentale nell’organizzazione del potere in provincia di Avellino, in parte, e soprattutto in Campania” che non sfugge alla crisi del regionalismo. “E’ stato ibernato – dice Sena -. Prevalgono gli interessi forti, individuali. Noi dobbiamo avere il coraggio di dire le cose come stanno. Questa legislazione regionale che si chiude è stata una debacle. Quasi faccia della stessa medaglia è stata la legislazione degli ostruzionismi. Questa è una Regione con un apparato amministrativo crollato. Con una destra becera e ostruzionista. Ecco perché non deve avere spazio. E’ necessario pertanto avere regole nuove”. Lavorare insieme, non per comparti, sottolinea il capogruppo regionale della Margherita Enzo De Luca. Lavorare affinché le istituzioni non siano più disgregate. “A disgregarle – comincia il senatore Nicola Mancino – siamo stati un po’ tutti. Ognuno di noi deve fare i conti con una realtà che si è deteriorata”. “Se non riuscirete a far approvare lo Statuto, voi non fuggirete – lo dice ai candidati in corsa per le regionali -: aumenterà il distacco tra Assemblea e Regione”. “Vorrei augurarmi che la nostra delegazione ponga come primo problema l’approvazione dello Statuto e del Regolamento. Una cosa sola dobbiamo evitare: la frantumazione dei gruppi. Questo ha disgregato la Regione”. Ed ora il riferimento alla lista unitaria. Il no “perché non possiamo essere omogeneizzati agli altri. Vogliamo essere diversi e vogliamo anche dire che le alleanze vanno fatte nella misura in cui vengono anche rispettati gli alleati a livello locale, regionale e nazionale”.
Ottimista e persuasivo il coordinatore regionale Ciriaco De Mita. Comincia col rimarcare un dato di fatto: “Gli schieramenti, sia di centrosinistra che di centrodestra sono andati irrigidendosi. Questo gioco ha creato una presa di distanza dall’opinione pubblica”. “Se non definiamo il ruolo delle istituzioni della Regione, l’organizzazione del potere regionale imparziale, le lamentele che circondano Palazzo Santa Lucia non finiranno”. Il leader della Margherita non ha peli sulla lingua, come è del resto nel suo stile, bacchetta il governatore della Campania, Antonio Bassolino: “Se il capo del Governo è il capo anche della maggioranza, come dice Bassolino, non può continuare a dire che il consiglio regionale non funziona perché, se non funziona, non è capo”. E ancora… “Le istituzioni sono un valore se hanno una valenza generale, non se si applicano a seconda delle circostanze. Il raccordo tra elezione e consiglio regionale deve esserci”. “Dovremmo fare una campagna elettorale molto serena, che non sfugga ai problemi. Certo, non mi entusiasma la posizione della destra, che denuncia il napolicentrismo… Sono banalità, la politica è ben altra cosa”. Teresa Lombardo


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