Regionali, Casini: “UdC determinante: meno spot e più atti concreti”

19 marzo 2010

Avellino – “Il 28 e il 29 marzo dimostreremo che l’UdC è una forza determinante e che senza di noi non si vince né ad Avellino, né in Regione Campania e neanche – in futuro – a Roma”. Il leader dell’UdC, Pier Ferdinando Casini, lancia la volata agli aspiranti consiglieri regionali irpini e accende gli animi del popolo dei moderati riuniti in serata al Teatro Gesualdo di Avellino. Tra i presenti sul palco oltre a Casini e agli aspiranti consiglieri Pietro Foglia, Alberico Villani, Enza Ambrosone, Enzo Sirignano, Raffaella Pratola, c’è anche Ciriaco De Mita, accompagnato da Giuseppe De Mita, vicepresidente dell’Ente Provincia, Angelo D’Amelio e Maurizio Petracca.
Diversi gli esponenti, amministratori e simpatizzanti dell’UdC in sala: Massimo e Dino Preziosi, Nicola Di Iorio, Pino Rosato, Tommaso Saccardo, Lino Pericolo, Sergio Barile, Giuseppe Del Giudice, Domenico Palumbo, Felice Nunziata, Salvatore Biazzo, Giuseppe Solimine, Pasquale Gaeta.

L’ex presidente della Camera, duettando sul palco con Ciriaco De Mita, ha spiegato le ragioni dell’accordo con il PdL in Campania: “Come Ciriaco – ha detto – sono stato fino all’ultimo convinto che la scelta di andare da soli alle regionali poteva essere la denuncia più forte contro questo sistema politico che non va. E’ stata un’impresa importante: abbiamo discusso e infine scelto. Abbiamo deciso di calare gli assi in Campania secondo coerenza. Abbiamo dato un giudizio sui governi uscenti e abbiamo deciso di essere fondamentali e determinanti. Saremo leali con Stefano Caldoro ma il difficile arriverà già il giorno dopo il voto poiché c’è da tremare al sol pensiero delle piaghe che affliggono la Campania, ovvero i rifiuti, il dissesto idrogeologico e il precariato”.

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Quello dell’UdC è un progetto nuovo, un partito non territoriale che parla dei problemi della nazione. “Abbiamo passato gli ultimi 20 anni parlando dei problemi di Berlusconi – ha continuato – quando cominceremo a parlare dei problemi dell’Italia? Il nostro Paese sta diventando una terra di cani arrabbiati, dove tutti sono contro tutti. Non è così che si affrontano le sfide quotidiane. L’UdC contesta questo tipo di politica. Il vero problema è creare un partito che recuperi il Paese, guardando alla sfida che il mondo intero ci pone davanti. I nostri genitori speravano nella promozione sociale – ha spiegato – che ha funzionato fino ad oggi ma che non sarà più valida per i nostri figli. Occorrono meno spot, meno effetti speciali e più cose concrete”.

“Questa volta il patto è stato stretto sul programma – ha ribadito Ciriaco De Mita – e se le cose non andranno bene, noi non saremo vincolati a sacrificarci a quest’esperienza politica. Qui si parla della cacciata dei notabili, della cacciata degli anziani quando anziano è colui che la mente lucida per capire che questo sistema regionale di potere non va cosi come è. Intono a noi c’è un consenso sempre crescente; quando realizzeremo l’ottimo risultato che si spera alle elezioni dovremo saper essere all’altezza dell’attenzione che la gente ha riposto nel nostro progetto”.

Casini ha anche riferito di “… sentirsi come a casa” ad Avellino: “Si vede che in voi come in De Mita c’è passione politica. L’Irpinia non è come Milano ma qui c’è stata e c’è storia e cultura politica”. Non sono mancate critiche verso entrambi i partiti maggioritari: “Gli uni (Pd) seguono il pifferaio magico, il moralista Di Pietro, e sono uniti soltanto dall’antiberlusconismo. Dall’altra parte (PdL, ndr) troviamo un premier che è bravo ad organizzare feste e che domani scenderà in piazza a manifestare contro se stesso. Cose che – ha chiosato – succedono soltanto in Italia!”. (anpi)