Referendum, vince la maggioranza silenziosa. Che non è Renzi e neanche De Luca

Referendum, vince la maggioranza silenziosa. Che non è Renzi e neanche De Luca

5 dicembre 2016

L’esito del Referendum Costituzionale del 4 dicembre ha detto molte cose ed una sola verità: la maggioranza silenziosa degli italiani non è (non era) con Matteo Renzi, neanche col Pd.

Il risultato ottenuto dal fronte del No è stato travolgente, netto e chiaro, migliore di ogni auspicio possibile, avvalorato oltretutto dalla notevole partecipazione dei cittadini alle urne.

Ma sulla vittoria del No vi sarebbero tante riflessioni da fare.

A pesare alla fine è stata anche l’impronta populista, l’ostilità contro Renzi, la (poca) voglia di difendere la Costituzione, l’invadenza mediatica dello stesso premier in tv.

Non è passato il messaggio di Renzi, così come ha sottolineato lo stesso leader del Pd nella conferenza stampa di mezzanotte a Palazzo Chigi.

Non è passato neanche in Campania, nonostante la presenza di Vincenzo De Luca che solo un anno fa aveva riportato il Governo della Regione nelle mani del Pd.

A ben vedere i numeri, è proprio De Luca il grande sconfitto del referendum in Campania dove il Si non vince neanche a Salerno, feudo dei De Luca che qualche mese fa avevano brindato alla vittoria plebiscitaria del sindaco Napoli.

Non dice meglio al Pd neanche ad Avellino e (soprattutto) in provincia di Avellino dove i Dem perdono ovunque, a partire dalla città capoluogo.

Rispetto alle regionali 2015, però, c’è da dire che ad Avellino città il fronte filo governativo ha retto con 12mila Sì al Referendum, tanti quanti furono lo scorso anno i voti di lista (eccezion fatta per l’UdC,  schierata col No) pro De Luca (con l’aggiunta dei voti di Ncd, schierata col Si al referendum).

Seguendo questo ragionamento, ad Avella “mancano” 1700 voti, a Baiano e Cervinara circa 300 voti, mancano oltre 400 voti a Grottaminarda, 300 a Mugnano, quasi 1000 voti in meno a Lioni e 600 a Solofra (dove l’affluenza è stata del 69% a fronte del 51% in occasione delle regionali 2015).

Quale riverbero avrà l’esito del referendum in Campania, è presto dirlo. Pur tuttavia, la squadra di Governo di De Luca adesso si dovrà aprire necessariamente a tutte le forza di maggioranza.