Referendum, Pecchia: “Votare No per difendere democrazia e diritti fondamentali”

Referendum, Pecchia: “Votare No per difendere democrazia e diritti fondamentali”

2 dicembre 2016

“Tanti giorni sono passati da quando il fronte del NO ha iniziato a spiegare perché è sbagliata questa riforma. Le domande dei cittadini sono state tante e voglio condividerne qualcuna con voi. Perché non cambiare la Costituzione? Non è giusto cambiarla per il capriccio di un governo che rappresenta solo una parte dei cittadini. La costituzione è l’unione delle volontà di tutti, sancisce i diritti e i doveri di tutti i cittadini non solo di quelli che votano il PD. Cosa cambia con la riforma? Cambia che il Senato non sarà abolito, i componenti se li scelgono i partiti. Non saremo più noi a poterlo votare, così come succede con le Province.”

Questo è quanto dichiara Antonella Pecchia Presidente del Comitato per il No di Avella, e fortemente impegnata nella campagna referendaria per il fronte del No, infatti sono stati tanti i dibattiti alla quale la giovane esponente di Avella ha portato il suo contributo per spiegare le ragioni del No.

“Le province cambieranno nome, e diventeranno Area Vasta, e continueremo comunque a non sceglierci i nostri rappresentanti. Diventerà più complicato per noi cittadini proporre leggi popolari perché le firme necessarie non saranno più 50Mila ma 150 Mila. Stesso discorso vale per il referendum per il quale occorreranno non più 500 mila firme bensì 800Mila il che difficilmente potremmo decidere di abrogare una legge. Per quanto riguarda il bicameralismo perfetto, non è vero che è quello il male dell’Italia o il problema dei ritardi della formazione delle leggi, perché quando hanno voluto le leggi le hanno fatte in pochi giorni, vi basti ricordare la Legge Fornero che è stata fatta in 18 giorni”.

“Per i costi della Politica è possibile ridurli facilmente attraverso una legge ordinaria, non serve cambiare la Costituzione, e pensate che quello che tutto quello che noi cittadini risparmieremo è pari ad un caffè all’anno. Il ultima analisi il Mezzogiorno ne uscirà ancora di più indebolito, perché alle regioni ricche del Nord si daranno più poteri, mentre noi del Sud dovremo sottostare allo stato centrale che il 5 dicembre mattina può decidere di far perforare il suolo irpino alla ricerca del petrolio, e nessuno potrà ribellarsi.

Votare NO vuol dire dare voce al nostro buon senso, vuol dire non farci prendere in giro dagli slogan elettorali del PD. I problemi dell’Italia si risolvono rispettando la nostra costituzione è facendo leggi che rispecchiano i suoi principi fondamentali. Tuteliamo la nostra Democrazia e diritti fondamentali dello stato di diritto votando NO, non lasciamo il potere in mano dei pochi potenti”- conclude la giovane esponente del centrodestra irpino.”