Referendum, parla Losco: “Occasione unica. Il No? Voto contro qualcuno”

Referendum, parla Losco: “Occasione unica. Il No? Voto contro qualcuno”

23 novembre 2016

Antonello Losco, presidente di OpenIrpinia, perchè sì?

“Perché questa riforma è il punto di approdo di una discussione lunga anni. Superamento del bicameralismo paritario, con la conseguente velocizzazione dell’iter legislativo e la riduzione del numero dei parlamentari, soppressione della competenza legislativa concorrente tra Stato e Regioni, obbligo da parte del Parlamento di prendere in esame e deliberare su leggi di iniziativa popolare, quorum diversi in caso di referendum abrogativo in base al numero di firme raccolte, abolizione del Cnel e riduzione delle indennità dei consiglieri regionali rappresentano le ragioni principali per votare SI il 4 dicembre.”

Cosa pensa di coloro che, anche all”interno del Partito Democratico provinciale, si sono schierati apertamente per il No?

“Pur non condividendo la scelta ho profondo rispetto per chi esprimerà il proprio no alla riforma, nonostante abbia l’impressione, ascoltando le loro ragioni, che si voti più contro qualcuno che contro qualcosa. Lo stesso vale per chi vive all’interno del PD. Toccherà a loro, però, spiegare il perché siano sulle stesse posizioni di Brunetta, Salvini e Grillo.”

Cosa accadrà e cosa dovrebbe accadere secondo lei se vincesse il No?

“Semplicemente si sarà persa un’occasione di fare un salto in avanti, di cambiare ed innovare l’architettura dello stato. Da quanti anni in Italia si discute di riforme ed in particolare delle questioni su cui i cittadini saranno chiamati ad esprimersi? Il 4 dicembre scegliamo se fare un passo notevole in tal senso o lasciare le cose esattamente come sono. Dovesse vincere il no, si aprirà un nuovo ed estenuante dibattito sulle riforme, una discussione che durerà anni e che vedrà protagonisti coloro i quali già ne discutono da decenni, senza essere riusciti a portare a casa il risultato, e che oggi sono i principali avversari del Sì”.

Quali sono le ricadute positive che una vittoria del sì porterebbe all’Irpinia?

“In realtà trattandosi di una riforma costituzionale, la vittoria del si al referendum avrebbe ricadute positive sull’intero Paese. Chiaramente l’Irpinia si colloca nel contesto generale e ne gioverebbe essa stessa. Detto ciò è del tutto evidente che con il superamento della materia concorrente tra Stato e Regioni e con la prevista clausola di supremazia a tutela dell’interesse nazionale in molti ambiti della nostra vita quotidiana ci sarà un assottigliamento di quell’insopportabile divario tra il nord ed il sud del Paese”.

OpenIrpinia ha criticato aspramente le modalità di presentazione della lista Pd per le prossime Provinciali. Al di là dell’esito referendario, cosa si aspetta che accadrà nel Pd irpino dopo il 4 dicembre?

“Io non la definirei un’aspra critica quanto un mero racconto dei fatti. Anche nella vicenda della composizione della lista per le elezioni provinciali, abbiamo assistito alla mortificazione di quegli organismi dirigenti democraticamente eletti ed ancora in vita. Probabilmente le signore e i signori del direttorio considerano i membri dell’assemblea utili solo a fare da spettatori ai loro convegni; quando c’è un’iniziativa, infatti, vengono chiamati uno ad uno ma, a quanto pare, non sente il dovere di convocare ogni qualvolta il partito si trovi ad assumere scelte importanti. A scanso di equivoci è utile ribadire che abbiamo posto una questione di metodo e non di merito, quando viene meno il primo aspetto è inutile discutere del secondo. Purtroppo però la questione è ben più ampia.

Lei ricorderà come e perché si è giunti a questo stato di confusione generale, successiva alle dimissioni di De Blasio, e in politica, così come nella vita, chi rappresenta il problema non può esserne la soluzione. Quello che le posso dire, quindi, è che fino al 4 dicembre saremo tutti mobilitati per il referendum, a partire dal 5 una riflessione vera e profonda sul Pd irpino va fatta. I tempi sono maturi per costruire in Irpinia un partito credibile, che abbia un ragion d’essere nei problemi e nelle difficoltà di questa provincia, nella loro risoluzione, nella capacità di tenere lo sguardo rivolto verso il futuro. Se non saremo capaci di fare questo, continuando a guardarci indietro e anteponendo i destini personali a quelli generali, avremo fallito. Questo rappresenta l’impegno che sin dal primo giorno ci siamo prefissati come #openIrpinia e lungo questo percorso intendiamo continuare e qualificare il nostro cammino.”