Referendum, De Mita: “La politica esuli da facili strumentalizzazioni”

6 giugno 2005

Avellino – Se ne è parlato e scritto molto. E molto se ne parlerà e se ne scriverà ancora. Fino al giorno del voto. Ma probabilmente il referendum dei prossimi 12 e 13 giugno è destinato a non esaurirsi con l’inizio della settimana. È quanto trapelato dagli interventi che si sono succeduti nel corso dell’incontro che si è svolto ieri mattina presso la sede provinciale della Margherita. Un confronto promosso dalla coordinatrice delle donne del fiorellino, Rosetta Casciano, che ha visto al tavolo qualificate presenze del mondo della medicina e del Foro: l’avv. Soddu, Elvira Lenzi, il dott. D’Avanzo, il dott. Finelli e la dott.ssa Trasente. In sala anche l’on. Ciriaco De Mita, l’on. Mario Sena, Rosanna Repole, Franco Maselli, Pietro Foglia, Vincenzo Alaia, Luigi Anzalone e il presidente delle Acli, Gerardo Salvatore. Un coro unanime quello che si è registrato nella sala conferenze del partito di via Tagliamento: l’astensionismo. Un invito al non voto velato, però, da dubbi e domande. Quattro quesiti difficili da analizzare. Una campagna referendaria dove sono prevalse le posizioni e non l’informazione. Una impropria separazione tra scienza e etica. “Così la gente finirà per votare contro qualcuno piuttosto che rispondere alle domande – precisa Rosanna Repole – non è giusto dividere gli italiani in oscurantisti e illuministi. Non possiamo fare di un argomento così delicato, quale la vita, un mercato di idee ed opinioni”. A farle eco il neo consigliere regionale, nonché professore di Filosofia, Luigi Anzalone, che destreggiandosi tra Kant, San Tommaso e Machiavelli ha sottolineato come la storia, in quanto storia umana, ha tratto nel tempo la sua forza dai valori della famiglia e dunque da una base etica che costituisce il principio del diritto e della legalità. A chiudere il dibattito, l’on. De Mita che ha espresso la sua profonda inquietudine rispetto ad uno dei quattro quesiti abrogativi: la fecondazione eterologa. “Sugli altri tre non c’è nessuna certezza – spiega il leader della Margherita – ragion per cui sarebbe azzardato utilizzare un dato scientifico come assoluto… in un modo o nell’altro. Il problema non è consentire alla donna di rimanere incinta ma garantire al nascituro dei diritti. E’ insita negli uomini la tentazione di strappare le stelle agli dei, ma è difficile dare un senso alla vita attraverso il desiderio di qualcosa che non c’è”. E immediato il riferimento alla politica: “Bisogna fare attenzione affinché gli insegnamenti della Chiesa non diventino strumento di lotta politica. L’assenza di sacralità, la mancanza di un significato che dia valore alla vita, potrebbero essere strumenti nelle mani di nuove forze partitiche che avallano atti di estrema tolleranza con la scusa di difendere tale principio. Il compito della politica è quello di guidare e responsabilizzare: una sorta di ricerca, in termini di risposte concrete, che eviterebbe molte improvvisazioni”. (di Marianna Morante)