Recupero del patrimonio storico di Avellino: una analisi

19 aprile 2009

Avellino – Non sono bastate le varie richieste dei gruppi di cittadini e quelle di rappresentanti di partiti politici a far modificare gli atteggiamenti del Consiglio comunale di Avellino in merito alla salvaguardia del borgo medievale di Corso Umberto ad Avellino. Le stradine di accesso al borgo medioevale denominate via Gradelle e via Tintiere sono soltanto due toponimi di cui anticamente la parte più vecchia di questo scorcio era dotato con lo svolgersi delle attività e dei mestieri. I piani di valorizzazione dell’area dovrebbero essere interessati alla riqualificazione e non allo stravolgimento di quel borgo con lavori mirati a far crescere quei luoghi dimenticati che dovrebbero essere il biglietto d’ingresso alla città di Avellino in quanto con la rivalutazione del castello e della Casina del Principe non si può trascurare in alcun modo ciò che esiste nella stessa strada. Occorre che l’amministrazione comunale si renda partecipe a chiedere lo stanziamento di appropriate risorse economiche attraverso le quali si salvano i “Borghi antichi”, appropriate leggi in materia che si possono applicare per la salvaguardia dei luoghi di un tempo. Questo restauro dei beni di immenso valore storico-culturale riporterà la definitiva fruibilità e percorribilità di un circuito antico ed unico con la fruizione integrale delle abitazioni collocate che potranno anche fungere da “case per lo studente” dopo il completamento del restauro del convento (ex Comando dei vigili urbani) la cui destinazione a polo universitario sarebbe una lungimirante soluzione.