“Radici poetiche a Massimo Troisi”, premi e riconoscimenti a Summonte

“Radici poetiche a Massimo Troisi”, premi e riconoscimenti a Summonte

7 dicembre 2018

Poeti, artisti e docenti universitari provenienti anche dalla Bocconi si sono ritrivati nella magica atmosfera natalizia di Summonte, tra i Borghi più belli d’Italia, per la serata dedicata alla presentazione dell’ultimo libro di  Corrado Taranto, figlio del grande caratterista Carlo e nipote di Nino e per le premiazioni di Radici poetiche.

Fil rouge della serata il titolo del libro “Io non voglio dimenticare”, edizioni il Papavero, che nasce da uno spettacolo teatrale che Taranto da circa un anno porta avanti nelle scuole per far conoscere la figura di Giancarlo Siani e per aprire un dibattito sulla legalità e sull’importanza di valori pregnanti come l’onestà e l’etica.

Ad affiancare l’artista partenopeo l’avvocato Rosanna Nevola, donna estremamente professionale e competente nella sua materia e amante della cultura e dell’arte nelle sue varie sfaccettature.

Per il concorso “Radici poetiche a Massimo Troisi” i finalisti sono per la sezione “Massimo Troisi” Angela Lonardo; terzo premio e premio del comitato tecnico offerto dall’associazione Irpinia Art Music Accademy, Michela Zanarella; secondo premio ad Agostina Spagnuolo e primo premio ad un’opera d’arte del Maestro Rubicco, Marisa Barile. Per gli attestati di merito in sala Alessandro De Stefano, Antonella Leone, Sandro Ferrara, Lidia Bellucci e Carmen De Vito.

Quest’anno sono stati assegnati 4 importanti riconoscimenti a persone che potrebbero e dovrebbero essere di esempio a tutti noi. Deborah Graziano della scuola di danza “In punta di piedi”, perché giovanissima non si è mai arresa davanti alle difficoltà, ma da sola con amore e passione è riuscita a creare e portare avanti la sua scuola di danza, dimostrando che i sogni (anche sul lavoro) posso diventare realtà.

Alla dottoressa Annalisa Soddu per la professionalità e l’amore con cui si approccia ai suoi pazienti e perché senza parlarne e senza spettacolarizzarlo è sempre accanto a chi ha bisogno: di una parola, di un sorriso, di una visita o di un sostegno.

A Paolo Pagliuca, preparatore atletico dell’Avellino Calcio, quando l’Avellino era ancora una squadra vincente perché unita dall’amore per lo sport e dal rispetto di ogni singolo componente del gruppo. Paolo è stato ricordato ed omaggiato per le sue battaglie per la dignità e l’integrazione sociale del malato. A ritirare il riconoscimento la moglie Donatella Rossetti.

E in chiusura Yuyam Marilyn Justiniano Roca, Boliviana, che ha lottato per i diritti delle donne, per la loro dignità e contro ogni forma di violenza: a ritirare il premio per lei l’artista Silvia Carpentieri che, tra le altre cose, le ha fatto omaggio del dipinto per la copertina del suo libro “Madrigalia… e mi chiamavano puttana.” A condurre la serata l’editore Donatella De Bartolomeis.