Racket in Irpinia – In trappola 3 uomini del clan Crimaldi Tortora

13 febbraio 2010

Torna lo spettro del racket in Irpinia. Stavolta a finire nella rete delle estorsioni a sfondo camorristico un noto imprenditore della provincia, titolare di una concessionaria di auto. Questa notte i Carabinieri di Avellino, al termine di un servizio di appostamento durato l’intera giornata, hanno tratto in arresto 3 pregiudicati, tutti provenienti dalla provincia di Napoli mentre, armati, riscuotevano una tangente di 60mila euro. Il concessionario, che dal mese di settembre aveva già pagato ad affiliati al clan Crimaldi – Tortora di Acerra quasi 1 milione di euro, tra denaro contante ed autovetture di grossa cilindrata, nella tarda serata di ieri ha ricevuto la visita dei 3 personaggi tratti in arresto.

“LA TRAPPOLA DEI CARABINIERI” – Entrati nella concessionaria con una pistola calibro 9, con matricola abrasa e pronta a sparare (colpo in canna e cane armato), gli hanno per l’ennesima volta avanzato l’assurda richiesta pretendendo la consegna di ulteriori 60mila euro. Ma questa volta all’interno della concessionaria, oltre al titolare c’erano i Carabinieri di Dentecane e della Compagnia di Mirabella Eclano, abilmente travestiti, chi da meccanico, chi da acquirente o impiegato, mentre l’intera zona circostante era stata circondata da pattuglie dei Carabinieri in abiti civili pronte ad intervenire. Al momento della consegna del denaro, garantendo la sicurezza dell’imprenditore irpino, i militari sono intervenuti, immobilizzando i tre estorsori e traendoli in arresto per estorsione aggravata e porto abusivo di arma clandestina.

IN MANETTE I TRE – Le manette sono quindi finalmente scattate per P. S. G., 41enne, R. D., 42enne, e A. G., 43enne, tutti di Acerra. I primi due pregiudicati per vari reati e ritenuti affiliati al Clan camorristico Crimaldi-Tortora di Acerra ed il terzo, anch’esso pregiudicato, complice dell’estorsione. I tre adesso dovranno rispondere di estorsione aggravata in concorso e porto abusivo di arma clandestina e munizionamento da guerra.

LE AUTO DI LUSSO – Nel corso degli ultimi mesi l’imprenditore aveva dovuto consegnare ai malviventi oltre a denaro contante, anche molte autovetture di prestigio, tra cui un’Aston Martin DBS del valore di 250 mila euro, Porsche, Maserati, Audi e BMW. Nel blitz di ieri è anche stata recuperata una delle autovetture che l’imprenditore aveva consegnato ai malviventi, l’Aston Martin DBS (del valore di circa 250 mila euro) ma le indagini dei carabinieri proseguono senza sosta per localizzare e recuperare le altre autovetture consegnate dall’imprenditore ed identificare eventuali altri complici. Le modalità utilizzate erano sempre le stesse: minacce anche esplicite e spesso, a titolo intimidatorio, veniva estratta una pistola ed appoggiata sulla scrivania; nulla poteva il titolare che spesso lamentava di non poter più pagare senza dover vendere tutti i suoi beni. L’intera operazione svolta dai Carabinieri è stata coordinata dal dott. Urbano Mozzillo della Procura della Repubblica di Benevento diretta dal dott. Giuseppe Maddalena.