Quote rosa e violenza sulle donne, Di Cicilia: “Ce ne ricordiamo solo l’8 marzo”

Quote rosa e violenza sulle donne, Di Cicilia: “Ce ne ricordiamo solo l’8 marzo”

8 marzo 2017

8 marzo, quel giorno nel 1908 – in realtà era il 25 marzo – 146 lavoratori (123 donne e 23 uomini) morirono nel rogo della fabbrica Triangle; da quell’episodio si decise di dedicare una giornata internazionale alla figura della donna per porre fine ad ogni discriminazione e aumentare gli appoggi ad una piena e paritaria partecipazione del gentil sesso alla vita civile e sociale del paese. Venne stabilita che quella data fosse l’8 marzo, visto che negli anni ’70 era già diventata usanza diffusa in diverse parti del mondo.

Oggi, a più di un secolo di distanza, questo schema paritario non esiste a tutti i livelli, anche se l’importanza dell’altra metà del cielo è accresciuta in alcuni campi ma non in quello politico. Se si prende l’Irpinia come esempio, su 118 province appena 9 amministrazioni comunali sono rette da una sindaca: Filomena Del Gaizo a Contrada, Donatella Martino a Greci, Enza Bergamasco a Grottolella, Maria Antonietta Belli a Montefalcione, Rosa Anna Maria Repole a Sant’Angelo dei Lombardi, Fenisia Mariconda a Santa Lucia di Serino, Angelina Spinelli a Santa Paolina, Mariateresa Fontanella a Sorbo Serpico e Stefania Di Cicilia prima cittadina di Villamaina.

“Dato molto basso – ci dice proprio quest’ultima – Dispiace che ci si ricordi di queste percentuali soltanto l’8 marzo (sotto il 95, ndr). La scarsa partecipazione da parte del gentil sesso alla vita politica nel nostro Paese è il risultato anche di retaggi storici. La parità resta un miraggio se non si interviene sulle reali cause del problema, ad esempio non serve imporre l’obbligo delle quote rosa all’interno delle giunte comunali, occorre intervenire a monte e creare condizioni tali da permettere a noi donne di partecipare attivamente alla vita politica”.

Un luogo comune, secondo la fascia tricolore di Villamania, quello per cui le donne preferiscano votare uomini e non altre donne: “Per la legge dei grandi numeri se su cento candidati appena dieci sono di sesso femminile è ovvio che verranno eletti sempre più uomini. Dei tanti stereotipi l’unico che mi sento di condividere è quello inerente alla capacità organizzativa del genere femminile, per cui noi donne siamo davvero una risorsa sia in campo politico che in ambito lavorativo”.

E sulla violenza perpetrata contro le donne, la sindaca chiosa: “Prevenzione prima di tutto. Non serve fare leggi ad hoc sul femminicidio, occorre mettere chi subisce violenza nelle condizioni di poter denunciare. Bisogna creare sportelli, dibattiti nelle scuole medie e soprattutto non far passare come normali atti di pura violenza. Prima delle costrizioni fisiche si passa per tanti campanelli d’allarme troppo spesso sottovalutati”.