Quindici – Dopo gli arresti, recuperato l’arsenale del Clan Graziano

14 maggio 2008

Quindici – A pochi giorni dall’operazione che ha decapitato il Clan Graziano, quando i Carabinieri di Avellino avevano arrestato 23 persone, tra cui tre donne, ritenute reggenti del Clan operante nel Vallo di Lauro, un’altra vasta operazione mette in ginocchio le organizzazioni camorristiche locali. Nel prosieguo delle attività investigative i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino, con l’ausilio di unità cinofile ed elicotteri, hanno battuto palmo a palmo il Vallo di Lauro. I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito decine di perquisizioni in abitazioni del centro di Quindici ed altre in casolari di campagna, nel corso delle quali hanno rinvenuto e sequestrato numerose armi e munizioni, nonché radiotrasmittenti adatte ad ascoltare le comunicazioni delle Forze dell’Ordine. Nella legnaia di una coppia di ottantenni, incensurati ed insospettabili, sono state rinvenute, abilmente occultate ed in perfetto stato di conservazione:

un fucile mitragliatore con relativo caricatore, di produzione cinese, calibro 9×19 Auto, con matricola punzonata;
una pistola marca Browning calibro 9×21 con matricola abrasa completa di caricatore;
due caricatori per pistola vuoti, avvolti in carta stagnola;
400 cartucce di vario calibro;
due caricatori per pistola calibro 9 mm, pronti all’uso, entrambi con 14 cartucce, un porta caricatori ed una fondina.

I due ottantenni, a seguito del rinvenimento delle armi, di cui una da guerra, nella loro disponibilità, sono stati tratti in arresto e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria competente. Nel corso delle altre perquisizioni, svolte con l’ausilio di unità cinofile anti esplosivo e con i più moderni metaldetector, sono state rinvenuti:

un fucile a pompa, calibro 12 con calciolo tagliato:
un fucile Winchester, modello 44 Magnum;
una pistola Glock, calibro 9 completa di caricatore e due cartucce calibro 9 mm;
un revolver 357 Magnum marca Zastava;
cinque radio ricetrasmittenti di varie marche, complete di batterie e caricabatterie;
500 cartucce di vario calibro.

Tutte le munizioni sequestrate erano custodite in contenitori di cellophane per garantirne la perfetta conservazione e le armi erano lubrificate ed avvolte in panni morbidi e buste di cellophane, per essere pronte all’uso. Le micidiali armi che erano a disposizione del Clan per la commissione di delitti ed altri fatti di sangue, ora saranno inviate al Ris di Roma per le comparazioni balistiche ed accertare se siano state usate nei fatti di sangue commessi da affiliati delle organizzazioni camorristiche di Quindici o del Vallo di Lauro.


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