Questione acqua – La nota di Olivieri (Femca) e Famiglietti (Ugl)

12 febbraio 2010

Avellino – No alla privatizzazione dell’acqua, sì alla gestione pubblica. L’intervento, a firma di Antonio Olivieri della Femca Cisl e Giuseppe Famiglietti dell’Ugl, è rivolto al presidente ed al Cda dell’Ato, ai presidenti delle Province di Avellino e Benevento, a tutte le amministrazioni comunali della provincia.

“Tutti i Sindaci, soci dell’Ato e dell’ACS – si legge nella nota di Olivieri e Famiglietti – devono comprendere che eventuali scelte negative e di parte metterebbero le loro comunità a rischio economico e gestionale. L’eventuale privato verrebbe solo per fare business a discapito della comunità e della qualità del servizio. Con la piaga sociale della disoccupazione in corso in Italia ed in ogni Regione, compreso la nostra Provincia, non si può pensare di mettere a rischio altri posti di lavoro. Si deve pensare a creare occupazione, nelle modalità più giuste ed eque, che un pubblico può accollarsi con una gestione sana e duratura che possa dare certezza di stabilità per poter aprire all’esterno a nuova occupazione. La politica non può essere silente, denigrante o di parte, in questo delicato momento, deve dettare i tempi e creare le condizioni perché tutto si risolva positivamente. I Sindaci devono fare la loro parte, in quanto carichi di responsabilità, non possono criticare l’Acs su scelte fatte dall’Amministrazione a tutela dei posti di lavoro in essere. Non si può chiedere il perché della non stabilizzazione dei precari in presenza di disposizioni legislative di recentissima emanazione che imporrebbero, nelle SpA Pubbliche, nuove assunzioni solo mediante pubblico concorso. In aggiunta, non si può ignorare che l’Acs, al di là degli impedimenti normativi, dovrebbe sopportare una ulteriore spesa annua di circa 700-800 mila euro in un momento, economicamente e finanziariamente, particolarmente difficile. Anche queste Organizzazioni Sindacali condividerebbero tale scelta. Se la Politica ed i suoi Sindaci riusciranno a risolvere la questione dell’affidamento si potrà guardare in avanti in modo diverso e creare condizioni economiche garanti per nuove assunzioni, per gli utenti, tutelando il territorio dall’attuale dissesto idrogeologico”.

APPELLO ALL’UNITA’ – “La Femca-Cisl e la Ugl – concludono – fanno un appello all’unità sindacale affinché gli obiettivi innanzi citati possano costituire un unico e condiviso percorso tralasciando le sterili contrapposizioni che in questo momento finiscono solo per danneggiare, esclusivamente, i lavoratori dell’Acs. E’ necessario garantire l’occupazione, il precariato, i cittadini, il territorio. Divisi si fa il gioco di altri, uniti si può gridare: no alla privatizzazione, vogliamo una gestione pubblica”.