Qualità alimentare nelle scuole della Regione, la proposta di legge di Petracca: “Imparare a mangiar sano sui banchi di scuola”

Qualità alimentare nelle scuole della Regione, la proposta di legge di Petracca: “Imparare a mangiar sano sui banchi di scuola”

28 giugno 2017

“Disciplina per l’orientamento al consumo dei prodotti di qualità e per l’educazione alimentare nelle scuole” è la proposta di legge approvata all’unanimità nella seduta di oggi dalle Commissioni  congiunte VI e VIII, presiedute, rispettivamente, da Tommaso Amabile e Maurizio Petracca e finalizzata a promuovere uno stile alimentare corretto e di qualità negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia e primarie per contrastare la tendenza all’obesità infantile.

La proposta di legge, che vede Carmine Mocerino come primo firmatario, prevede, tra le misure, il sostegno finanziario da parte della Regione di progetti formativi ed informativi da introdurre negli istituti scolastici a favore dell’educazione alimentare.

«Si tratta – dichiara al riguardo Maurizio Petracca, presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale della Campania – di un provvedimento di grande rilievo soprattutto dal punto di vista culturale perché vuole introdurre, sin dalla prima infanzia, l’interesse per uno stile alimentare corretto ed equilibrato. Ha un rilievo in più soprattutto se si considera che la Campania è la patria della Dieta Mediterranea».

«E’ perciò doveroso da parte nostra – aggiunge il presidente dell’VIII Commissione Consiliare – promuovere iniziative legislative che vadano in questa direzione e cioè perseguano la valorizzazione delle nostre risorse attraverso la promozione di valori educativi indirizzati ai più giovani, ai bambini in questo caso. Perché se è vero che siamo ciò che mangiamo e che la sana alimentazione è sinonimo di salute, in Campania abbiamo la possibilità di insegnare la qualità alimentare già dai banchi di scuola”.

“Ora toccherà all’aula approvare in via definitiva la proposta di legge – conclude Petracca -. Sono certo che, così come avvenuto in Commissione, si arriverà a licenziare il provvedimento all’unanimità. Su questioni così di rilievo non è possibile dividersi o far valere appartenenze».