Provinciali, rabbia Vignola: “Tradito da minoranza trasformista”

Provinciali, rabbia Vignola: “Tradito da minoranza trasformista”

3 novembre 2018

Marco Grasso – “Abbiamo perso per una minoranza trasformista che ha fatto campagna elettorale per il centrodestra”. Michele Vignola evita accuratamente di fare nomi, ma il riferimento a Gianluca Festa e Vincenzo Alaia è continuo, nel corso di una conferenza stampa convocata per analizzare la bruciante sconfitta delle elezioni provinciali.

“Rispetto al caso Foti le analogie sono poche. In quel caso il centrosinistra era ancora più forte. partiva da un 60-70 per cento dei consensi. In questo caso, invece, abbiamo dovuto lavorare e fare tutto in venti giorni. E’ stato fatto un buon lavoro e raggiunto un buon risultato, ed è da questo che bisogna ripartire”, rimarca, provando a dare un senso ad una sconfitta difficile da digerire.

Al suo fianco c’è il segretario del partito Giuseppe Di Guglielmo al quale viene chiesto, più o meno esplicitamente, di fare chiarezza (e magari anche pulizia) nel partito. “I riferimenti di prima non ci sono più, bisogna voltare pagina. Al momento il Pd in Irpinia non esiste, non c’è, ma è giusto precisare che il candidato del centrodestra Biancardi, al quale vanno i miei auguri di buon lavoro, ha vinto grazie a pezzi del centrosinistra di utilità marginale che rappresentano la minoranza trasformista del partito e del centrosinistra. E’ difficile da commentare – osserva – un consigliere regionale che, prima dice di essere il centrosinistra in Irpinia, e poi decide di fare campagna elettorale per il centrodestra”.

Chiaro poi il riferimento a Festa quando dice: “Io, da consigliere comunale del centrosinistra, in aula con il Pd, non avrei esultato e fatto i complimenti al vincitore in maniera così netta. Al suo posto non sarei così contento. Crediamo sia arrivato il momento di fare chiarezza, di far uscire allo scoperto certi comportamenti”.

“Questi paladini, che dicono che la mia candidatura sarebbe stata calata dall’alto e, per questo, non avrebbe incontrato il consenso degli amministratori, che battaglia hanno fatto in questi anni rispetto alla sanità, all’ambiente, alla depurazione, alla politica industriale? Prima di spacciarsi per il nuovo e per il rinnovamento, ci dimostrino cosa hanno fatto concretamente per il territorio”.

Il sindaco di Solofra si rivolge anche al governatore De Luca quando chiede trasparenza. “Deve intervenire, non può più tacere. Non basta avere la tessera del Pd, bisogna anche votare e sostenere il partito democratico. Qualcuno – attacca ancora – ha fatto campagna elettorale non per le provinciali, ma pensano alle comunali e alle regionali”.

Nessuna intenzione di nascondere o ridimensionare la sconfitta, anzi. “Abbiamo perso e Biancardi, che ha potuto contare su una candidatura decisa da tempo e una coalizione compatta, dovrà ora ridare centralità alla Provincia. Noi avevamo un programma diverso, di cambiamento. Gambacorta si è limitato all’ordinaria amministrazione, ha operato senza una strategia. Anche sui poli di formazione, ad esempio, andavano fatte scelte più mirate e selettive, magari liberando ulteriore risorse per la sicurezza delle scuole, una delle principali emergenze della nostra provincia”.

“Mi sembra che Biancardi sia proiettato sulla falsariga di Gambacorta, e quindi di una continuità che non dà prospettiva all’Irpinia. Sui rifiuti non c’è strategia, e questo non ce lo possiamo più consentire. Non basta dire no, bisogna ragionare su soluzioni alternative. Saremo molto attenti, con spirito di dialogo e collaborazione, all’azione di Biancardi”.