Provinciali, Palmieri: “Non porto il cappello”. De Caro: “E’ lui il nostro candidato”

Provinciali, Palmieri: “Non porto il cappello”. De Caro: “E’ lui il nostro candidato”

5 ottobre 2018

Marco Imbimbo – Un incontro non per fare uno scatto in avanti, ma per organizzare una proposta politica. Lo ha definito così, Beniamino Palmieri, il confronto che si è tenuto all’Hotel Irpinia in vista delle imminenti elezioni provinciali. Proprio il suo nome è tra i papabili per la candidatura alla guida di Palazzo Caracciolo e sponsorizzato da Umberto del Basso de Caro che annuncia: «E’ lui il nostro candidato».

Da parte di Palmieri, però, non c’è nessuna volontà di arrivare a uno strappo con il Pd provinciale: «Una proposta nasce dal basso attraverso una discussione – spiega. Stamattina ho avuto modo di chiamare anche il segretario Di Guglielmo e chiarire che, questo incontro, non nasce per andare contro qualcuno, ma per qualificare e coronare un’ipotesi di candidatura che, se viene giudicata valida e opportuna, è giusto che venga presa in considerazione».

Nel caso in cui il partito la pensasse diversamente non è escluso che la candidatura di Palmieri possa essere lo stesso in campo. «Io continuo a lavorare per l’unità. Ho avuto incontri anche con altre espressioni del partito, come la D’Amelio, proprio per stemperare i toni e cercare di rendere armonioso un ragionamento. Ho cercato anche di parlare con gli alleati. Il tutto per creare le condizioni per uscire da questa situazione nel modo migliore possibile – spiega Palmieri. Non è nelle mie corde andare sopra le righe, vengo dalla montagna e conosco molto bene il senso della vergogna. Questo incontro di oggi mi costa molto, ma serve anche a ribadire alcuni concetti».

Il primo concetto da ribadire è che «non porto il cappello nemmeno d’inverno», spiega Palmieri rispondendo a chi prova a collocarlo in qualche area del Pd insieme alla sua eventuale candidatura. «Mi sono stancato di questa semplificazione. Quello che va valutato è il merito. Non stiamo celebrando i matrimoni come si faceva nel Medioevo dove serviva un cognome per poter sposare qualcuno. Noi dobbiamo pensare a qual è il profilo migliore da sottoporre all’attenzione degli amministratori che votano».

Palmieri, inoltre, auspica un’alleanza quanto più larga è possibile con il Pd che deve «guardare alle forze più vicine».

Non c’è stata grande partecipazione all’incontro, presenti infatti pochi amministratori locali ed espressioni del Pd, anche se De Caro ribadisce la candidatura di Palmieri. A oggi, però, non tramonta l’ipotesi di un centrosinistra in campo con più nomi. «Spero che ci sia un solo candidato – spiega De Caro – e credo che Palmieri possa rappresentare tutto il partito». Una candidatura, però, che potrebbe esserci anche se il Pd scegliesse un’altra via. «Non pretendo unanimità nel partito», spiega De Caro che non perde occasione per punzecchiare la segreteria provinciale anche in vista dell’incontro a Roma proprio per parlare delle candidature. «Data questa convocazione, credo che la segreteria provinciale non abbia più titolo ad entrare nel discorso. Dall’incontro a Roma mi aspetto che venga fuori un confronto».

A prescindere da come andrà a finire De Caro ribadisce che «la candidatura di Palmieri è in campo», con l’obiettivo di guardare ad alleanze larghe: «Bisogna andare ben oltre il Pd e coinvolgere altri mondi e forze, soprattutto le civiche. Quindi anche i Popolari che non, al momento, non sono un partito, ma un movimento civico».

Tutte queste difficoltà all’interno nel Pd di individuare una candidatura che possa andar bene a tutte le aree, alimenta lo spettro dell’ennesima sconfitta a Palazzo Caracciolo, come avvenne 4 anni fa. «Questo rischio è concreto – sottolinea De Caro – per questo serve senso di responsabilità da parte di tutti».