Provinciali, la ricetta di Vignola per l’intero Centrosinistra: “Serve candidato unico”

Provinciali, la ricetta di Vignola per l’intero Centrosinistra: “Serve candidato unico”

1 ottobre 2018

Renato Spiniello – A meno di dieci giorni dalla presentazione delle liste e del candidato alla presidenza di Palazzo Caracciolo in vista delle elezioni a cui gli amministratori irpini saranno chiamati il prossimo 31 ottobre, il Partito Democratico naviga in acqua alte e burrascose.

Ieri hanno mancato al vertice del Nazareno, alla presenza del responsabile enti locali Matteo Ricci, il segretario provinciale Giuseppe Di Guglielmo, Rosetta D’Amelio e l’ex deputata Valentina Paris. “Ci saranno provvedimenti” ha tuonato a margine dell’incontro il responsabile nazionale, “ero sul pullman con i militanti, ma avevo già comunicato a Ricci i miei dubbi sulle modalità della riunione”, l’apologia del numero uno di Via Tagliamento.

Intanto, proprio a seguito agli sviluppi dell’incontro tenutosi a Roma, il vertice d’area decariana previsto nel pomeriggio per discutere della definizione delle candidature per la Presidenza e per il rinnovo del Consiglio Provinciale, è stato rinviato.

“Iniziative come quella che era in programma oggi sono lodevoli – afferma il sindaco di Solofra, nonché espressione dem, Michele Vignola – tuttavia rischiano di apparire come iniziative di qualcuno in contrapposizione di altri”. Poi la stoccata a Di Guglielmo: “Chi guida un partito deve avere la forza e la capacità di tenere tutti dentro, di coordinare invece di apparire come una fazione politica. Con le furbizie non si va da nessuna parte, al massimo si andrà allo scontro”.

Secondo il primo cittadino conciaro, non solo il Pd, ma l’intero centrosinistra deve essere unito e presentare un unico candidato alla presidenza. “Non ci sono solo gli iscritti al partito – spiega – ci sono tanti amministratori che nutrono idee e sentimenti di centrosinistra e che vanno coinvolti nella discussione. Abbiamo già perso fin troppo tempo, questi mesi andavano utilizzati per far emergere dagli amministratori e dal territorio non il candidato bensì un percorso da attuare. A quel punto diventa naturale esprimere un nome. In politica non c’è spazio per i personalismi e le autocandidature. Si viene scelti, non ci si autopropone”.