Provincia: il presidente De Simone e l’ambasciatore Kovacs Istvàn siglano l’intesa

15 aprile 2005

Ente Provincia – Un protocollo di Intesa per aprire i confini della cultura. Per aprire ad un territorio “che ha sofferto, che si è riscattato, che ha una comunanza di culture”. E’ l’Ungheria ‘presente’ questa mattina nella sala della presidente Alberta De Simone con l’Ambasciatore della Repubblica d’Ungheria a Roma, S.E. Kovàcs Istvàn, l’Ambasciatore della Repubblica d’Ungheria presso la Santa Sede a Roma, S.E. Erdody Gàbor, il Direttore dell’Accademia d’Ungheria in Roma, Csorba Làszlò, il Generale di Brigata del Contingente degli Ufficiali ungheresi presenti presso la base Nato di Bagnoli, Keszthely Gyula, il Console Onorario della Repubblica d’Ungheria a Napoli, Andrea Amatucci, il Direttore della Itd, Camera di Commercio d’Ungheria a Milano, Habetler Gyula, il Direttore Scientifico dell’Accademia d’Ungheria in Roma, Peter Kovacs e la Vicedirettrice del Museo Storico Ungherese di Budapest, Beatrix Basics, il presidente dell’Associazione Culturale Ungherese della Campania ‘Maria d’Ungheria Regina di Napoli’ Jambor Judith Katalin, lo storico Andrea Massaro, il curatore della mostra “Vedute del Danubio” Modestino Romagnolo, gli assessori Giuseppe Di Milia, Vincenzo Alaia, Franco Lo Conte, Marcello Zecchino, l’on. Arturo Iannaccone, il presidente del Consiglio Erminio D’Addesa, etc. etc. Presenze di spicco che si sono ritrovate poi nel pomeriggio presso il carcere Borbonico di Avellino, dove lo scambio ideale è stato suggellato dall’inaugurazione della mostra ‘Vedute del Danubio’. “Siamo una provincia piccola ma significativa. La nostra terra ha generato uomini illustri della cultura mondiale – ha dichiarato l’on. Alberta De Simone – da Francesco De Sanctis a Carlo Muscetta, da Giovanni Palatucci a Dante Della Terza… figure di grande spessore che hanno saputo imporsi nella storia internazionale. Una provincia che ha saputo affermare le ragioni positive della speranza”. Affinità dunque con una terra, l’Ungheria, che hanno spinto al confronto, o meglio ad un vero e proprio accordo… “il segno vero dell’Europa”. (Teresa Lombardo)