Provincia – Il caso Irm divide ancora il Consiglio

21 giugno 2005

Avellino- Carmine De Masi, Ciro Di Noia, Enrico Russo, Angelo Amodeo, Raffaele Musto, Pellegrino Ruocco, Marco Grimaldi, Nicola Rullo, Pasquale Serrone, Sabino Rosamilia, Sergio Iannuzzi, Giuseppe Capone, Carmine Del Pesce, Michele Amatrudo, Giuseppe D’Argenio, Salvatore Gimmelli, Emilio Capano, Mario Pennetti, Bruno Melchionna, Mauro Tortiglione, Eros Ferri, Vincenzo De Masi, Guido Grossi: sono solo alcune delle tute verdi- circa 130- appartenenti alla Irm di Manocalzati che ieri hanno preso parte all’assise provinciale. Vogliono vederci chiaro. Vogliono sapere quale sarà il loro futuro. Quali sono le condizioni in cui hanno lavorato. Quale l’esito della valutazione d’impatto ambientale condotta su Manocalzati e su tutta la Valle del Sabato. Un appello lanciato anche dal comitato Monte Sant’Angelo, dalla locale sezione dei Ds e dai cittadini. Il Consiglio, o meglio la Giunta, cerca di far chiarezza. L’assessore all’Ambiente Bruno Fierro legge, passo dopo passo, tutta la relazione stilata dai tecnici incaricati di monitorare l’area nel mirino. Lo fa non prima di aver detto la sua in merito ad un disegno di legge, quello di De Flaviis, che non condivide: “E’ necessaria la provincializzazione dei rifiuti”. Tutti d’accordo… o quasi. Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere provinciale Giuseppe De Mita che sostiene: “Bisogna fare un passo indietro. Stabilire, prima di tutto, cos’è il piano dei rifiuti… perché, se dovesse passare quello dell’assessore regionale all’Ambiente, il nostro lavoro sarebbe inutile”. In sostanza il messaggio è: il ciclo si chiude a livello provinciale. Chiaramente, una tale posizione non può essere condivisa dall’esponente dell’Udeur Pasquale Giuditta che ‘ammonisce’ i suoi colleghi di palazzo Caracciolo affinché non invadano il campo delle competenze regionali. Insomma, il caso Irm e la questione generale dei rifiuti dividono ancora una volta il Consiglio provinciale. E non solo. A mettere i puntini sulle ‘i’ questa volta è anche ‘un esterno’: Salvatore Urciuolo, chimico nonché direttore tecnico della Irm che non si ritiene soddisfatto della relazione dell’assessore Fierro. Non condivide assolutamente il collegamento fatto nella premessa sull’inquinamento industriale legato alle fiamme divampate all’interno della Irm. “D’accordo sull’impatto diffuso, ma i parametri riscontrati non risultano collegabili all’incendio. Il rogo ha prodotto sicuramente l’inquinamento atmosferico, ma non si può parlare di combustione per i metalli pesanti”. In sostanza, pare affermare: non addebitiamo responsabilità ad uno stabilimento che “ha dimostrato sempre di lavorare bene: lo si evince dai controlli che non hanno mai portato alla defezione dell’attività”. Non manca d’invitare la Provincia ad aprire un dialogo con lo stabilimento, evitando di fare “muro contro muro”. Agli operai, invece, “di avere fiducia nelle capacità dell’azienda. Di organizzarsi attraverso la forza sindacale per tutelare il proprio lavoro”. Di certo l’obiettivo, assicura l’assessore Fierro, è la sostenibilità dell’intera Valle del Sabato che sarà garantita con l’installazione -a partire dalla settimana prossima- di stazioni di monitoraggio mobili e fisse. (di Teresa Lombardo)