Provincia – Frana Montaguto: riflessioni e richieste di Volpe

13 febbraio 2010

Il consigliere provinciale di Idv Antonio Volpe intende richiamare l’attenzione “sull’ennesimo sconcertante capitolo dell’emergenza frana di Montaguto”.
“Dall’alto – spiega Volpe – continuano a incombere seri rischi idrogeologici, a valle la chiusura della strada statale 90 sta soffocando, giorno per giorno, le attività economiche dell’intero comprensorio, mortificando il diritto alla mobilità dei cittadini.
A poche ore dall’interdizione alla circolazione di questo tratto della nazionale delle Puglie, ho chiesto la convocazione della conferenza dei capigruppo della Provincia di Avellino affinché si intervenga con urgenza per risolvere i problemi della Valle del Cervaro, di cui tutti, purtroppo e da troppo tempo, si sono dimenticati. Mi sto battendo per arrivare ad un consiglio provinciale straordinario monotematico tutto dedicato alla frana di Montaguto. Non l’ho fatto solo perché avverto con forza tutti i doveri che mi derivano dall’essere il primo consigliere provinciale eletto in queste zone che hanno – mai come ora – bisogno di essere rappresentate, ma perché la situazione è oggettivamente grave ed insostenibile. Questi luoghi, questi pochi chilometri che si snodano tra Panni, Montaguto, Savignano Irpino e Greci, hanno un potenziale straordinario. Quando ancora non esisteva l’autostrada Napoli-Bari, la statale 90 era l’unica via di collegamento con Foggia e con la Puglia. E’ in quel periodo che è cominciata una stagione fiorente di sviluppo per queste comunità. Tale era l’importanza strategica dello scalo di Savignano che qui si fissavano il prezzo del grano per tutta la regione e le carni, in particolare gli agnelli, che qui si producevano erano destinate ai ristoranti più chic della costiera amalfitana e delle grandi città. Accanto al settore agroalimentare era sorto un vero e proprio distretto dell’arredo, con mobilifici di qualità diventati in breve tempo punto di riferimento per i mercati. Poi un progressivo declino e, da quattro anni, con la frana di Montaguto e le ripetute e cicliche interruzioni della strada nazionale delle Puglie, abbiamo assistito ad una lenta agonia. Non si contano più le attività che, dai confini di Orsara fino allo scalo di Savignano, hanno chiuso i battenti: ristoranti, mobilifici, panifici e, fatto emblematico, ben tre distributori di carburante. Stiamo conducendo uno studio territoriale per capire con precisione i numeri del fenomeno, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti. Eppure le soluzioni non sono ardue e possono marciare ad una doppia velocità: i lavori per contrastare la frana hanno tempi diversi dalle necessità di ripristino della mobilità.
Per la viabilità, infatti, la Provincia può fare presto e tutto da sola. Possibile che non ci sia spazio per la statale 90? Sarebbe una mancanza di attenzione e di rispetto verso i cittadini di queste zone, che farebbe seguito all’incredibile storno di fondi che il governo aveva destinato alla frana di Montaguto e che ora sono stati spostati sul progetto per il Ponte sullo Stretto di Messina.
Eppure basterebbero poche mosse concrete nel quadro di una strategia chiara: il primo passo è provincializzare i 19 km di competenza irpina della statale 90 e poi, accogliendo la proposta del Prof. Maraia, realizzare una bretellina parallela al percorso interdetto che, dal ponte di tre confini, consenta agli automobilisti di bypassare la frana. I costi sono contenuti, le opere facili da realizzare. E allora cosa si aspetta?
Nel frattempo, il consolidamento del costone roccioso e la disciplina delle acque sorgive a monte possono andare avanti con idonei progetti. Solo così si possono dare le risposte giuste: una in prospettiva per contrastare e prevenire i rischi di smottamenti e crolli; una immediata per consentire a tanti studenti, pendolari, trasportatori di raggiungere Foggia e reinnescare quei meccanismi che hanno fatto le fortune dello scalo di Savignano. Questo obiettivo è così importante che io intendo lanciare un appello istituzionale al Presidente della Provincia Sibilia e anche al Presidente Berlusconi: che venga anche su questi luoghi a rendersi conto di persona che è necessaria una collaborazione di tutte le forze sane del Paese perché questa nostra popolazione non sia considerata figlia di un dio minore.
Servirà anche la partecipazione del nuovo Presidente della Regione Puglia. Ho intenzione di contattare i candidati Governatori per chiedere da parte loro un impegno per la frana. Dobbiamo siglare un nuovo patto di sviluppo sulla via nazionale delle Puglie. Non è un sogno. E’ precisamente l’obiettivo per cui non mi stancherò mai di lavorare”.