Province, la volontà politica è altra, si lavora in silenzio

7 dicembre 2012

Sul riordino delle Province bisogna essere molto cauti. Ciò che sta avvenendo in queste concitate ore non deve trarre in inganno. Emendamento o meno, da qui al sei gennaio, tempo utile per convertire il decreto in legge ne vedremo delle belle. A fare una lettura a bruciapelo di quello che sta avvenendo, l’unico obiettivo “vero” di Viespoli è quello di far arrivare il decreto in aula, perché se ciò non avvenisse si ritornerebbe al testo originario sulla spending rewiew, dove la Provincia di Benevento era già stata cancellata. Sbracciarsi ora in Commissione è solo un modo per tentare di mettere una pezza, ma che con l’atmosfera che si respira nei palazzi romani servirà a ben poco. C’è un asse trasversale sulla questione province: le intelligence politiche lavorano in silenzio da sinistra, da centro e da destra. Nessuno escluso. Chi ora esulta, non capisce fino in fondo la volontà del momento di coloro che contano nel Palazzo: il decreto verrà arenato e non varcherà mai la soglia dell’aula. E’ questa l’ipotesi più accreditata. Staremo a vedere se rimarrà tutto come prima.