Proteste di piazza, l’Irpinia boccia Maroni: “Niente fidejussione”

19 ottobre 2011

A seguito dei disordini e della vera e proprio guerriglia urbana scoppiata sabato scorso a Roma in occasione della manifestazione degli “Indignados”, il Ministro degli Interni Roberto Maroni, tra le tante, ha fatto la proposta un po’ provocatoria di obbligare i partecipanti alle manifestazioni a sottoscrivere una fideiussione a totale copertura degli eventuali danni registrati. Le reazioni del mondo politico sono state, come sempre accade, contrastanti. Sulla questione abbiamo chiesto l’opinione degli amministratori dei sindacalisti irpini, soprattutto in relazione alle tante manifestazioni e ai tanti scioperi di cui la nostra provincia è, in questo periodo, teatro. Lapidario il sindaco di Avellino Giuseppe Galasso, il quale sostiene che “si tratta di un’ipotesi teoricamente possibile ma di fatto non praticabile per ovvie ragioni di organizzazioni e burocratiche. Se fosse introdotta questa regolamentazione, infatti, non si potrebbero mai più creare le condizioni affinché una manifestazione di qualunque genere avvenga. Dal mio punto di vista, invece, sarebbe il caso di dare più spazio all’attività preventiva da parte delle forze dell’ordine che, attualmente, hanno le mani legate. Serve un maggior senso civico alla base e più spazio a chi deve evitare che gli scontri inizino”.

Un punto di vista, quello del primo cittadino di Avellino, che sposa anche il sindaco di Grottaminarda, Giovanni Ianniciello, calcando ancora di più la mano: “Le libere iniziative dei sindacati – ha spiegato il cittadino numero uno del comune ultimamente “invaso” numerosissime manifestazioni pro Irisbus – devono essere garantite dallo Stato. Certo, una regolamentazione va redatta così come si deve trovare un accordo con gli organizzatori delle manifestazioni stesse che dovrebbero richiedere un servizio d’ordine preventivo”. Ianniciello è, dunque, consapevole del fatto che si debba trovare un accordo tra le parti in gioco ma senza farsi prendere dall’emotività del momento: “Tremila scalmanati, per non usare un termine più forte, hanno fatto dei danni incredibili a Roma ma è pur vero che sarebbe un errore agire d’impulso. Rischiamo di trascinare l’Italia in uno stato simile agli “anni di ferro”. Esprimere il proprio assenso o dissenso è un diritto di tutti che va rispettato e chiedere una fideiussione a chi vuole marciare pacificamente non farebbe altro che impedire di esercitarlo”.

Chi, invece, rigettando la proposta Maroni e aprendo a quella del sindaco di Roma Alemanno di circoscrivere le manifestazioni è il segretario provinciale della Uil Franco De Feo: “Il ministro ha proposto un’esagerazione non praticabile e non credo che ci sia il bisogno di arrivare a un’esasperazione tale. Ovviamente – prosegue ancora De Feo – chi organizza gli scioperi e le manifestazioni deve avere un maggiore senso di responsabilità e organizzare dei momenti di difesa del patrimonio pubblico, ma richiedere una fideiussione è assurdo. Per salvaguarda cosa? A che livello? Quante persone dovrebbero sottoscriverla? Al contrario, sulla proposta di Alemanno si può discutere anche se non si può immaginare di circoscrivere una manifestazione e relegarla lì dove non avrebbe significato. La visibilità è tutto in questi casi e non avrebbe alcun senso se questa non creasse disagi alla circolazione e paralizzasse un’arteria viaria importante per qualche tempo”.

Dall’Irpinia, insomma, una bocciatura totale della proposta che è stata addirittura irrisa dal segretario della Fim-Cisl Giuseppe Zaolino: “Un insegnamento in materia di civiltà da parte del Governo del “bunga-bunga” non è ammissibile. Ovviamente condanno ogni forma di violenza ma sarebbe assurdo che l’attuale Governo, primo e principale artefice del disagio e dell’esasperazione sociale che stiamo vivendo, possa esserne anche la cura. Il diritto di sciopero è sancito dalla Costituzioni e non deve essere intaccato da finalità politiche. A mio parere – incalza Zaolino – la faccenda è anche più complessa di quello che sembra. Un paio di giorni prima della manifestazione, il Prefetto di Roma Pecoraro assicurò pubblicamente che in occasione del corteo degli “Indignados” non sarebbe accaduto nulla. Quello che è poi successo lo sappiamo bene. Sono ben cosciente della gravità di quanto sto dicendo, ma chi ci assicura che non sia stata data maggiore libertà di azione a questi 3000 black block affinché l’attenzione generale si spostasse dalla figuraccia del Governo, alla sua 53esima fiducia, agli scontri in strada? So che a pensar male si fa peccato – chiude caustico Zaolino citando Andreotti – ma spesso ci si azzecca”.

Dello stesso avviso dei precedenti anche il sindaco di Cervinara Filuccio Tangredi, il quale boccia completamente la proposta Maroni: “La Lega Nord, come suo solito, passa da un eccesso all’altro. L’introduzione di una fideiussione da sottoscrivere per organizzare una manifestazione è semplicemente assurda. Quello che, invece, dovrebbe essere attuato – continua il numero uno di Cervinara – è un inasprimento della pena per chi venga arrestato in flagranza. Sono sicuro che questo sarebbe il miglior incentivo possibile per scongiurare tali atti di violenza”. Maggiore apertura, invece, per l’idea di Alemanno: “Roma è un museo all’aperto e ci sta che il sindaco della Capitale possa essere preoccupato da questi continui cortei. Circoscrivere una manifestazione è una buona idea solo che non si può immaginare di predisporre percorsi obbligati totalmente lontani dal centro cittadino. Le manifestazioni e gli scioperi, il cui diritto è sancito dalla Costituzione, hanno forza e valore solo se visti dai cittadini, metabolizzati dalla politica e raccontati dai mass media. Altrimenti è inutile organizzarli”.
(di Attilio Alvino)