Pronto Soccorso Moscati, la denuncia del Nursind Avellino

Pronto Soccorso Moscati, la denuncia del Nursind Avellino

17 settembre 2019

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Nursind Avellino:

Il Nursind di Avellino segnala ancora una volta le gravi criticità che si registrano nel Pronto Soccorso della Città Ospedaliera. In questi ultimi due giorni si è registrato un grave fenomeno di stazionamento dei pazienti nelle varie sale mediche, una situazione di sovraffollamento che mette a rischio la sicurezza delle cure prestate agli utenti. Addirittura ieri pomeriggio si è registrato l’esaurimento di letti e barelle dove poter visitare i pazienti. Un paziente trasportato dal 118, a causa dell’esaurimento di barelle, è stato visitato su una sedia. Ci è stato segnalato che lo stesso paziente ha avuto una sincope ed è caduto sul pavimento rimediando dei punti di sutura. Il pronto soccorso del Moscati sembra sempre più un ospedale da guerra, dove a pagarne le conseguenze sono i cittadini e gli operatori sanitari. La nostra Organizzazione sindacale, in qualità del segretario provinciale, Romina Iannuzzi e del segretario aziendale Rosapane Michele, segnalano poi un altra criticità che si sta registrando da mesi nell’azienda Ospedaliera Moscati e che ha come vittime della disorganizzazione aziendale i malati oncologici. Al pronto soccorso del Moscati si registra ormai quotidianamente l’accettazione di questi pazienti a causa di una rete oncologica del tutto assente. Alcuni di loro vengono inviati direttamente dall’ambulatorio di oncologia in pronto soccorso ad esempio per effettuare delle emotrasfusioni di sangue oppure a causa degli effetti collaterali delle chemioterapie. Mentre in altre aziende d’Italia i day hospital di oncologia trattano alcune delle complicanze delle malattie oncologiche come ad esempio effettuare trasfusioni di sangue, al Moscati di Avellino quello che si sta verificando è che i pazienti oncologici vengono inviati come pacchi postali dall’ambulatorio di oncologia al pronto soccorso solo ad esempio per eseguire una trasfusione. Questi pazienti dovrebbero avere un percorso operativo che li tuteli e che sia dedicato esclusivamente a loro, la loro presenza nel pronto soccorso per effettuare prestazioni da day hospital è la fotografia di un sistema Sanitario regionale fallimentare, di una rete oncologica territoriale e aziendale carente. Chiediamo a questa direzione generale di mettere mano ad un organizzazione aziendale che sta facendo acqua ormai da tutte le parti, o si adotteranno provvedimenti organizzativi urgenti di risoluzione di queste problematiche ataviche o ci sarà una mobilitazione con esposti agli organi competenti.