“Pronti a rispondere all’appello dell’Asl, ma sulle Usca si cambi strategia. Medici di Base tra i più esposti al virus”

“Pronti a rispondere all’appello dell’Asl, ma sulle Usca si cambi strategia. Medici di Base tra i più esposti al virus”

30 marzo 2020

Renato Spiniello – “Ho sentito diversi colleghi e saranno in molti a rispondere all’appello dell’Asl“. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino, dott. Francesco Sellitto, assicura riscontro da parte dei camici bianchi irpini all’Avviso di Manifestazione di Interesse per il Conferimento di Incarichi in Regime di Lavoro Autonomo per il potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale in relazione all’emergenza Covid-19, pubblicato dall’azienda sanitaria locale e che si concluderà proprio questa sera (qui per leggerlo sul sito dell’Asl).

“C’è tuttavia da chiarire un aspetto – sottolinea Sellitto – sarebbe meglio che i medici impegnati nelle Usca (le unità mobili dotate di attrezzature e di personale medico dedicato alla gestione domiciliare dei pazienti in isolamento positivi al Coronavirus, ndr) svolgano quest’attività in via esclusiva, senza essere impegnati anche nelle Guardie Mediche“. Stando a diretto contatto con infetti c’è il rischio che anche i medici si contagino, esponendo a loro volta i pazienti non affetti dal virus che visitano. “Su questo aspetto c’è bisogno che l’Asl cambi strategia” ammonisce il numero uno dei camici bianchi irpini.

Sellitto denuncia anche l’assenza o l’insufficienza dei Dpi (i Dispositivi di Protezione Individuale) sia per i medici degli ospedali che per quelli di medicina generale. “Mancano soprattutto le mascherine – e non è una sorpresa -. Ne servirebbero di più adeguate, di certo non quelle giustamente criticate dal governatore De Luca. Inoltre occorrono visiere, tute monouso e guanti adatti. Ci sono troppi medici morti, e la metà di essi sono di famiglia”.

E’ proprio questa la categoria di medici più esposta al virus: “Sono l’anello di congiunzione tra pazienti e sistema sanitario e non vengono coinvolti e tutelati. Ad oggi i 320 medici di famiglia della provincia di Avellino hanno provveduto autonomamente a munirsi di mascherine e altri presidi. C’è persino chi ci attacca sui social, ma posso assicurare il massimo impegno in quest’emergenza. Personalmente non ho perso un minuto di studio e lo stesso vale per i miei colleghi. E non si dica neanche che non effettuiamo visite domiciliari, le facciamo seppur a nostro rischio“.

Infine un commento sullo studio effettuato dall’Einaudi Institute for Economics and Finance, affidato al professor Franco Peracchi e basato sui dati della Protezione civile, che vedrebbero zero contagi in Campania il 20 aprile. “Di sicuro è uno studio attendibile basato su calcoli matematici molto seri – chiosa il presidente dell’Ordine – questo non significa che dobbiamo abbassare la guardia, altrimenti vanificheremo quanto fatto finora. Dobbiamo rispettare il distanziamento sociale e soprattutto evitare di uscire di casa“.