Progetto POEMA, è scontro nel sindacato. Uil e Uilm: “Attendiamo gli organi ispettivi”

Progetto POEMA, è scontro nel sindacato. Uil e Uilm: “Attendiamo gli organi ispettivi”

29 maggio 2019

“Non si tratta di attentare alla stabilità delle aziende, ma solo di provare ad apprezzare le condizioni di utilizzo e di sostegno della buona occupazione”. Apre così una nota congiunta UIL e UILM, a firma dei rispettivi segretari generali, Luigi Simeone e Gaetano Altieri.

“Riteniamo del tutto ingenerosa e pericolosa – specificano i rappresentanti sindacali – la chiave di lettura che se il sindacato pone problemi di gestione delle politiche del lavoro, ciò potrebbe addirittura disturbare gli imprenditori “sani” che per questo dovrebbero o potrebbero scappare, anche perché la sussistenza di tale teoria sarebbe almeno riprovevole!”

I due segretari sostengono che sia “indubbio che da un’azienda di prestigio ci si attendano pari comportamenti e la UIL per parte sua non ha mai peccato in tal senso. E’ apparso evidente però, fin dalla nascita del progetto POEMA, che non ci fossero proprio delle convergenze diffuse sulle politiche del personale, così come posto  anche alle associazioni datoriali, infatti la selezione degli addetti, previsti nel bando, avrebbe dovuto riguardare “prioritariamente” lavoratori in difficoltà o espulsi dal mondo del lavoro”.

Simeone e Altieri ricordano come nel decreto del MISE del 13 febbraio 2014 all’ART. 5 comma 10 si specifichi che:

I soggetti beneficiari si impegnano, nell’ambito del rispettivo fabbisogno di addetti, a procedere, previa verifica della sussistenza dei requisiti professionali, prioritariamente alla assunzione dei lavoratori residenti nell’area di crisi che risultino percettori di CIG o risultino iscritti alla liste di mobilità, al momento della nuova assunzione.

“Avremmo voluto sostanziare all’azienda – prosegue la nota congiunta – così come fatto a Confindustria, la necessità di riscontrare le esigenze di quanti legittimatamene destinatari della misura per le “Aree di Crisi”, ma visto che non si è palesata la volontà reciproca in tal senso, saranno gli organi ispettivi ad accertare se ci sono stati diritti negati per quelli che avrebbero potuto e per come ad altri è stata gestita l’opportunità.

Nulla di strano quindi, solo la richiesta di verifica e applicazione di norme, regolamenti, CCNL e circolari che impegnano tutti: Soggetti beneficiari di misure per lo sviluppo, Ministeri, Invitalia e quindi le Organizzazioni sindacali che scevre da condizionamenti e subordinazioni non possono non rilevare incongruenze quando ne hanno donde”, concludono i rappresentanti sindacali.