Progetti Regione, Giusto: “Marciapiedi per aiutare l’Irpinia?”

26 luglio 2008

Mariano D’Antonio parafrasando il sommo poeta (Dante XVI purgatorio) in un articolo sul riformista del 20 aprile 2007, col titolo “Altro che congiura al Sud è sparita del tutto la politica” così si esprimeva: “i quattrin ci sono, ma chi pon mano ad essi ?”. “Ho letto con attenzione la delibera approvata dalla Giunta Regionale per finanziare 357 progetti con il miliardo di Euro chiesto in prestito alla BEI – afferma Angelo Giusto -. Si tratta dell’avvio della nuova stagione di utilizzo dei fondi europei per il periodo 2007 – 2013. E finalmente dopo tante critiche che avevo avanzato sull’utilizzo dei fondi del ciclo precedente avevo riscontrato nel nuovo programma un’autocritica di Bassolino: ‘Dobbiamo evitare la frantumazione della spesa e la parcellizzazione degli interventi che è stato il vero limite per il periodo 2000 – 2006’. Di qui la decisione di far ruotare tutta la programmazione e l’utilizzo dei fondi per i prossimi anni su alcune scelte che tentavano di superare l’impostazione della frammentazione. Grandi opere, progetti di almeno 50 milioni di euro, progetti di riqualificazione urbana per le città con più di 50.000 abitanti ecc… Di fronte alla decisione della Giunta, che è il primo atto per cominciare questa nuova avventura, resto molto preoccupato e perplesso. Non mi pare, infatti, che si sia colto il limite fondato solo sulla capacità di spesa e che aveva abbandonato il concetto di qualità della spesa. In assenza di una idea di sviluppo, di una ‘mission’ per la nostra regione, è del tutto evidente che si finisce per affidarsi alla solo fretta di spendere. Ma ciò che meno convince, oltre a questo errore di fondo, è – continua il consigliere regionale di Sinistra Democratica – la incoerenza con il piano strategico sui fondi strutturali fondata sulla cantierabilità dei progetti e sugli obiettivi di servizio. Scorrendo la lettura delle opere finanziate viene fuori che oltre 80 non sono appaltabili per una cifra di oltre 300 milioni di euro. Appena un centinaio di progetti supera il milione di euro mentre 275 sono inferiori a 2 milioni di euro. Ci sono ancora oltre 90 progetti finanziati addirittura per meno di un milione di euro, alcuni di questi meno di cinquecento mila, qualche altro di appena 250.000 euro. Se non è frantumazione questa, che cosa è? La seconda scelta, oltre la cantierabilità delle opere, è stata quella degli obiettivi di servizio, una sorte di indice di civiltà (rapporto fogne-popolazione, numero di asilo nido, capacità di raccolta differenziata ecc…). Questo secondo principio acquista rilevanza strategica per l’Unione Europea perché ad esso è legato nella nuova strategia l’elemento principale per assegnare le premialità. Finanziare opere a prescindere dagli obiettivi di servizio significa dunque perdere la premialità da parte dell’unione europea e non mi pare che nei progetti scelti questo ragionamento sia venuto fuori”. Vi è poi il programma di risanamento urbano per le città con popolazione superiore ai 50. 000 abitanti. “Ci siamo divisi molto in Commissione su questo titolo, ma vi era un principio giusto in esso, quello di fare massa critica e di avviare il più significativo piano di risanamento delle città medie e grandi abbattendo ritardi atavici e riconsegnando per questa via città con elevati elementi di civiltà e sviluppo. Grandi opere e progetti importanti per aiutare la Campania a vincere la sfida della competizione globale. Ma allora cosa c’entrano con questo ragionamento i cinque percorsi pedonali (sono marciapiedi) finanziati per la città di Avellino, la nuova sede dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Benevento, la casa di riposo di Rione Cristallino (Napoli) e la nuova sede dei Vigili del Fuoco di Torre del Greco. E’ questo il grande programma di riqualificazione urbana? E’ questo l’intervento che si propone sul centro storico di Napoli ? Potrei continuare con i finanziamenti per Aversa, Cava dei Tirreni, Salerno ecc.. per trovare conferma di questa incoerenza rispetto al citato programma, ma mi fermo qui. Voglio porre un’ultima questione: è stato proprio utile ricorrere ad un nuovo indebitamento con il miliardo di euro chiesto alla BEI ? Mi pare che per avviare questo programma la Regione avesse appostato il 15 % delle risorse di sua competenza che andavano ad aggiungersi a quelle dello Stato previste dalla legge 183 (35 %), che insieme a quelle della Unione Europea (5 %) garantivano la copertura finanziaria. Vi erano dunque le risorse per partire da subito con il programma senza nessuna necessità di questo nuovo mutuo. In conclusione è del tutto evidente che ci troviamo di fronte ad una misura ‘anticiclica’ di pura immissione di risorse in un territorio in difficoltà. E tutto ciò a me sembra non sufficiente ad invertire la rotta”. Insomma… “… i quattrin ci sono ma vi abbiam messo mani in maniera sbagliata”.