Prodotti made in Irpinia: le diverse qualità e le proprietà nutrizionali delle nocciole

Prodotti made in Irpinia: le diverse qualità e le proprietà nutrizionali delle nocciole

29 dicembre 2015

Tra i prodotti tipici dell’Irpinia un posto d’onore spetta alla nocciola, di cui il territorio è fin dall’antichità tra i maggiori produttori italiani.

Il nocciolo, coltura di remoto insediamento in Irpinia, ha trovato proprio su questo terreno diffusamente calcareo il suo luogo di insediamento ideale. La coltura delle nocciole è diffusa in gran parte dell’Irpinia, ma le aree più vocate a tale pratica sono il Partenio, la Valle Caudina, la Valle del Sabato, il Baianese e il Vallo di Lauro.

Le origini della coltivazione di nocciole in Irpinia sono molto antiche. Lo testimoniano anche alcuni reperti del VI secolo a.C. rinvenuti nei pressi del tempio consacrato alla dea Mefite vicino Rocca San Felice, e il nome stesso, Corylus Avellana, può testimoniarne l’origine irpina in quanto ricollegabile ad Abella, antica cittadina etrusca che sorgeva dove oggi si trova Avella.

Quali sono le qualità più note e diffuse sul territorio?

C’è la nocciola Mortarella campana, prodotta in Irpinia nei comuni di Mercogliano, Monteforte Irpino,  Mugnano del Cardinale, Ospadaletto d’Alpinolo, Quindici, Sirignano, Summonte, Taurano. Si tratta di frutti dalle dimensioni medio-piccole con una forma leggermente allungata. Il guscio, di colore marrone chiaro con piccole striature di una colorazione più intensa, è abbastanza sottile e piuttosto schiacciato nella parte inferiore. Lungo la catena del Partenio, invece, è diffusa in particolare la varietà Andrite.

La San Giovanni, invece è dotata di elevata produttività ma di un rendimento commerciale inferiore rispetto alla Mortarella, soprattutto a causa della sua forma allungata e della sua scarsa attitudine alla trasformazione. La sua area di produzione in Irpinia è soprattutto lungo le aree pianeggianti.

C’è infine la Camponica, scarsa in produttività in quanto richiede altimetrie molto più elevate. I suoi frutti, caratterizzati da guscio duro e seme grande, sono per lo più destinati al consumo diretto o come ingrediente domestico in cucina.

L’ottima qualità delle nocciole irpine le rende diffusamente apprezzate, soprattutto come ingrediente di base per dolci, gelati, torroni, cioccolatini, e nella gastronomia anche salata. Rappresentano una parte molto consistente della produzione nazionale destinata alla trasformazione industriale.

Quali sono le proprietà benefiche delle nocciole?

Insieme alle mandorle sono tra i frutti più ricchi di vitamina E, per la prevenzione di alcune forme tumorali e per mantenere la pelle in salute, e di manganese, anch’esso utile per mettere a riparo le cellule dal cancro. Contengono inoltre grassi insaturi, utili per abbassare i livelli di colesterolo LDL e benefici per il cuore, e fitosteroli, sostanze utili per la prevenzione delle malattie cardiache e circolatorie. Esse presentano anche un contenuto discreto di magnesio, ideale per regolare il livello di calcio nell’organismo e per alleviare tensioni muscolari e crampi. Inoltre sono ricche di vitamina B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B6 (utile per il sistema nervoso) e B9 (acido folico), tutte indispensabili all’organismo per recuperare energia da grassi, proteine e carboidrati.

Tra gli altri utilizzi delle nocciole, oltre agli innumerevoli legati all’ambito alimentare, ci sono quelli destinati alla bellezza e all’estetica. Dalle nocciole si ottiene infatti anche un prezioso olio, ricco di vitamina E e grassi insaturi, ideale per prevenire invecchiamento cutaneo e la disidratazione della pelle, rendendola più elastica (consigliato di frequente alle donne in gravidanza per massaggiare pancia, seno e fianchi), e per la cura e il nutrimento dei capelli.