Primo lavoro: come scrivere un curriculum in assenza di esperienze professionali

Primo lavoro: come scrivere un curriculum in assenza di esperienze professionali

8 ottobre 2019

Il curriculum è un elemento indispensabile per coloro che sono in cerca di un’occupazione. Esso rappresenta un vero e proprio biglietto da visita per i candidati: in questo documento si riassumono il background culturale, le abilità acquisite nel corso del tempo e le soft skills.

Chi aspira a trovare per la prima volta un impiego corre il rischio di presentare un CV scarno, poco interessante per i professionisti che operano nel campo delle risorse umane. Vi sono, tuttavia, dei piccoli accorgimenti da seguire per attirare l’attenzione dei recruiter anche se non si hanno esperienze pregresse. L’importante è non dilungarsi troppo: ciò, infatti, avrebbe come unico effetto quello di annoiare chi legge, e la candidatura avrebbe serie probabilità di essere cestinata.

Formazione e competenze

Anche chi non ha mai lavorato ha la possibilità di inviare un buon curriculum, allo stesso modo di coloro che hanno già ricoperto diverse mansioni. Del resto, una delle sezioni fondamentali del documento in oggetto è quella incentrata sugli studi: questi ultimi vanno riassunti in maniera concisa ma esauriente, evidenziando le materie affrontate alle scuole superiori e all’università, le votazioni conseguite all’esame finale, eventuali master e corsi di perfezionamento. È essenziale sottolineare le capacità apprese durante il percorso, relative sia alle attività in singolo sia a quelle di gruppo.

Chi ha trascorso un periodo all’estero deve mettere in rilievo le lingue con le quali ha dimestichezza, in forma orale e scritta. Tantissime società, al giorno d’oggi, conferiscono punti in più ai candidati che possiedono competenze di questo tipo. Ancora meglio se tali informazioni sono accompagnate dalle relative certificazioni, necessarie per arricchire un curriculum senza esperienza. Non pochi datori di lavoro tendono a preferire una persona alle prime armi sotto l’aspetto pratico, ma con una solida conoscenza in fatto di lingue straniere.

I profili professionali vengono inoltre definiti dalle skills, accumulate e affinate di anno in anno. Pensiamo, per esempio, all’utilizzo del computer e dei principali software, alla padronanza dei programmi di grafica, alla gestione di un particolare genere di documentazione e chi più ne ha più ne metta. Anche qui bisogna inserire tutti gli attestati possibili, purché siano in linea con la figura tratteggiata nell’ambito della job description. La parola d’ordine è coerenza: il candidato deve capire ciò che la società cerca in un dipendente e impostare il proprio curriculum di conseguenza, senza divagare e senza rimarcare abilità poco pertinenti. Come già detto, è importante non essere prolissi e concentrare i dati in una o due pagine.

Qualche altro consiglio per personalizzare il CV

Un’altra raccomandazione: il curriculum vitae deve includere, in modo ordinato e sistematico, tutte le informazioni anagrafiche del lavoratore. Nome, cognome, indirizzo di residenza e data di nascita sono quelle basilari. Seguono poi i contatti, che vanno riportati correttamente affinché il recruiter possa comunicare in maniera rapida con il candidato. E-mail e numero di cellulare andranno benissimo, specialmente se accompagnati dai link ai profili social. Moltissime aziende mirano a incrementare la propria visibilità tramite il web, e un regolare uso di piattaforme quali Facebook e Instagram sarà sicuramente visto di buon occhio. L’unica condizione è che i post non contengano nessuna frase o immagine compromettente, fattore che farebbe naufragare qualsiasi opportunità di assunzione.

Senza dubbio utile è uno studio preliminare della società per la quale ci si candida, almeno le vicende principali della sua storia e le linee guida della filosofia aziendale. In questo modo si può costruire un CV corrispondente alle aspettative, personalizzato a seconda delle circostanze. In simili occasioni bisogna dimostrare una certa versatilità: chi pone l’accento sulle qualità giuste risulta di gran lunga più interessante, e ha più possibilità di calamitare l’attenzione dei responsabili delle risorse umane. Di solito, per una posizione professionale si propongono centinaia di persone, motivo per cui è indispensabile distinguersi dal resto della massa.

Infine, è bene che a un curriculum vitae senza esperienze lavorative sia allegata una lettera di presentazione. Essa costituisce un’introduzione al CV, e va ovviamente redatta con cura, senza refusi, ridondanze ed errori di distrazione. Anche questo documento deve essere breve ma chiaro e completo, e deve offrire un’idea delle motivazioni e delle capacità del candidato. È necessario che la lettera sia scritta appositamente per quell’azienda, e che sia tanto accattivante da spingere il recruiter a proseguire con la lettura del curriculum.