Primo Consiglio comunale a Montemiletto, D’Anna scrive al sindaco

13 giugno 2014

Montemiletto – Il consigliere comunale a Montemiletto Simone D’Anna, in qualità di Capogruppo del gruppo consiliare Proposta Concreta, ha scritto al sindaco Agostino Frongillo. “Nel rispetto più assoluto della diversità dei ruoli politici che attualmente ci contraddistinguono, e delle corrispondenti differenze di opinioni riguardo ai metodi di risoluzione delle suddette difficoltà – scrive D’Anna – ritengo comunque doveroso cercare di instaurare un clima di serena collaborazione al fine di garantire il massimo funzionamento della struttura amministrativa. Pertanto, in attesa di eventuali comunicazioni, sottolineo nuovamente la mia più totale disponibilità e quella del gruppo consiliare Proposta Concreta nel mettere al servizio della nostra comunità l’esperienza acquisita nel corso di questi cinque anni. Ringrazio, il Sindaco per l’apertura ad una collaborazione con la minoranza consiliare, e confermo la serietà e l’impegno del nostro Gruppo per una costruttiva collaborazione, come minoranza consiliare, all’amministrazione onesta e trasparente che Lei rappresenta. In particolare, per le competenze previste dalla legge in merito al controllo degli atti amministrativi, assicuriamo che svolgeremo con dedizione questo compito”.

“Devo però far presente che nell’attuale contingenza dello svolgimento del primo Consiglio Comunale di questo quinquennio, il nostro compito oltre al controllo e alla verifica della legittimità degli atti amministrativi che sono stati sottoposti all’attenzione dell’aula, la minoranza ha anche il diritto di fare critica, cosa che comunque farà fino all’ultimo giorno, piaccia o non piaccia al Sindaco o ai Suoi sostenitori. Pertanto, pur comprendendo il fatto che il sindaco si possa infastidire quando viene “pizzicato”, ma non può certo pretendere che i consiglieri di minoranza, anche se in una logica di fattiva e leale collaborazione rimangano chiusi in un mutismo quinquennale. Tale incresciosa vicenda mi costringe anche a rilevare che quanto è avvenuto durante la seduta di Consiglio dell’11 giugno 2014, non risponde ai criteri di buon andamento dei lavori suddetti. Pertanto la invito a voler adottare ogni idonea iniziativa affinché non sia più consentito al pubblico in aula di interrompere e disturbare i lavori dell’assemblea qualunque possano essere le loro ragioni. A tal proposito le rammento, qualora fosse necessario che il Presidente del Consiglio Comunale è titolare di un munus pubblico, ossia di un ufficio cui sono ascritti poteri funzionalizzati, che, proprio in quanto tali, devono essere utilizzati non per conseguire fini propri, ma garantire diritti e prerogative di terzi, la cui violazione costituisce indice rivelatore di comportamento censurabile. Al Presidente, infatti, spetta l’obbligo di garantire la trattazione delle questioni richieste e in primo luogo, deve adottare comportamenti che non evidenzino intenti discriminatori da parte del pubblico fra consiglieri comunali ovvero fra gruppi consiliari”.