Primarie, Iovino (Pd): “E’ finito il tempo dei cantastorie”

5 dicembre 2012

“Ho notato in questi giorni che l’analisi post-voto primarie nel PD su molti quotidiani locali e su molte testate giornalistiche on line risultava corretto dal punto di vista della quantizzazione in termini numerici e di percentuali, mentre risultava poco giusta dal punto di vista politico”. Cosi Franco Iovino, Membro della direzione regionale del PD. “Infatti – continua – se analizziamo correttamente le percentuali, si puo’ facilmente notare che i “renziani” rappresentano il 32% del centro sinistra e oltre il 40% del PD come è venuto da queste consultazioni. Considerando le forze in campo che appoggiavano Bersani ( oltre al gruppo dirigente del PD, anche i socialisti e parte dell IDV al primo turno a cui si è aggiunto al secondo turno anche SEL ) una riflessione nasce spontanea. Questi gruppi occupano in questo tempo il 100% del potere del centro sinistra e, per quanto riguarda il PD, il 100% del potere nel PD sia da un punto di vista partitico che istituzionale in relazione alle diverse cariche elettive (sindaci, consiglieri, presidenti e senatori). Se si guarda al fatto che rappresentano invece solo il 60% del PD come è venuto fuori dalle primarie di domenica, non si ha una corrispondenza giusta, che fa acqua soprattutto in termini di effettiva rappresentatività. Se si pensa poi che il potere al 100% e’ stato acquisito di volta in volta con marchingegni vari, si puo capire come non vi sia piu alcuna corrispondenza con la reale forza di questi gruppi. Il problema diventa ora ancora piu importante se si pensa alle primarie per le candidature alle politiche prossime. Basta fare solo un esempio: considerando che gli aspiranti candidati bersaniani potrebbero essere Galasso, De luca, Damelio, Salzarulo, Lengua, Vittoria e questo solo per citarne qualcuno …come faranno ad eleggere con il 60% tutti i candidati assegnati alla provincia? Ormai il tempo dei cantastorie e’ finito, ecco perche noi non saremo piu disposti a votare per appartenenza se i candidati non saranno graditi e soprattutto non saranno rappresentativi dei territori. Non avranno il nostro voto, qualora non vi siano giuste e proporzionate rappresentanze politiche e territoriali”.