Prima campanella, il Vescovo Aiello: “La scuola sia crescita e condivisione”

Prima campanella, il Vescovo Aiello: “La scuola sia crescita e condivisione”

12 settembre 2018

Di seguito il saluto del Vescovo di Avellino, monsignore Arturo Aiello, a studenti e professori.

“Pronti? Via!” È davanti a noi un nuovo anno scolastico che ci chiama, ci reclama, ci invita a salire sul treno, a preparare lo zaino per una nuova avventura. La Scuola è una carovana che si rimette in cammino dove tutti hanno un ruolo e sono protagonisti: alunni, insegnanti, dirigenti, genitori, personale ausiliario, zaino in spalla, si chiamano, si riconoscono, contribuiscono a formare una comunità.

I negozi già da tempo avevano messo il cartello “testi scolastici” e allineato, in bella mostra, zaini colorati, griffati, di fogge diverse, che raccontavano di passi, di attese, paure, voglia e timore di crescere.

Nello zaino di bambini, ragazzi e giovanissimi, vorrei ci fosse passione, desiderio di conoscere, voglia di crescere, amore per il rischio perché sapere è affacciarsi su un mondo nuovo e antico. Sullo zaino degli alunni vorrei fosse scritto: “Cosa c’era prima?”. Prima di me, prima che io nascessi, prima di instagram, prima del nonno, prima del terremoto, prima…

La scuola insegna a guardare indietro per riconoscere il cammino dell’uomo, dà il gusto del “C’era una volta…”, aiuta ad assaporare la Storia che prima camminava lentamente come un treno a vapore e negli ultimi anni ha preso l’alta velocità di Italo. Senza conoscere il “prima” gli alunni non imparano l’umiltà del sapere, non sanno dire “grazie!”, rischiano di restare imprigionati nell’attimo presente.

Nello zaino di insegnanti e docenti vorrei ci fosse voglia di ricominciare sapendo che una lezione non può essere fotocopiata, che, anche se sono in cattedra da anni, questo che inizia è un anno unico e irripetibile come lo è ogni alunno, ogni uomo. Sul loro zaino vorrei fosse scritto “Futuro!” perché avranno davanti agli occhi e sul cuore gli uomini e le donne di domani, le sorti della società italiana ed occidentale, il futuro Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera, il Papa che guiderà la Chiesa tra cinquant’anni, il tessuto connettivo della società, speriamo più umana, che abiterà la città e i paesi.

L’inciso “speriamo più umana” dipende dalla qualità e motivazione della scuola dove i docenti sono sacerdoti del sapere e possono dare vita a lezioni noiose o mettere in scena l’uomo con i suoi sogni e i suoi perché, con i suoi voli e le sue cadute, la sua nobiltà di pensiero e i suoi crateri di violenza. La qualità della scuola di oggi permette di prevedere quale uomo ci sarà domani, uomo o robot.

Infine, ai docenti, ai dirigenti e ai genitori vorrei raccomandare gli alunni delle Medie Superiori che vivono la stagione bella e fragile dell’adolescenza, un tempo “età di mezzo”, “Medio Evo della vita” ed oggi tempo esteso oltre misura, ma che continua ad essere una opportunità unica e irripetibile.

Oltre l’abbigliamento ricercatamente trasandato, l’aria spavalda e lo sguardo indisponente, i nostri adolescenti “uniscono in sé un’innocenza soffusa di ingenuità, una radiosa purezza di corpo e di spirito ed il bisogno appassionato di una devozione totale e disinteressata.

Si tratta di una fase di breve durata che, tuttavia, per la sua stessa intensità ed unicità, costituisce una delle esperienze più preziose della vita”. Descriveva così Fred Uhlman in “L’amico ritrovato” il tempo misterioso e intrigante dell’adolescenza. Possiate farvi compagni di viaggio di alunni e figli in quella stagione da cui dipende in maniera decisiva il prosieguo della vita.

A tutti in questo primo passo di danza dell’Anno scolastico 2018-2019 giunga la parola di vita che (era nel vangelo di domenica scorsa) Gesù gridò per guarire un sordomuto: “Effatà!” che significa “Apriti!”. Si aprono le porte delle scuole, si aprano le menti e i cuori di tutti nella ricerca onesta e appassionata del vero, del bene, del bello.

Monsignore Arturo Aiello, Vescovo di Avellino