Pompei, Gilmour e i 345 euro: “Money get away”

Pompei, Gilmour e i 345 euro: “Money get away”

23 marzo 2016

“Denaro, è un crimine. Dividetelo equamente ma non prendere una fetta della mia torta. Denaro, così dicono è la radice di tutto il male contemporaneo. Ma se mi chiedi un aumento non è una sorpresa se non ti concederanno niente.”

David Gilmour ritornerà  questa estate all’Anfiteatro Romano di Pompei con due concerti il 7 e l’8 luglio 2016, divenendo il primo artista a tenere un concerto rock con pubblico in questo luogo. Nel 1971 i Pink Floyd furono i primi a suonare in questo luogo storico, registrando “Pink Floyd: Live at Pompeii”, con riprese in quattro giorni nell’ottobre del 1971, ma senza pubblico ad assistere. Fino ad oggi, nessun altro concerto rock si è tenuto a Pompei. I concerti di David Gilmour fanno parte del suo tour mondiale “Rattle That Lock”.

I biglietti sono in vendita sul sito di Ticketone alla modica cifra di 345 euro. Gilmour torna in quello che è diventato uno dei luoghi simbolo del rock mondiale grazie al documentario “live” osannato da pubblico e critica in tutto il mondo. Purtroppo, è il caso di dirlo, sarà un concerto d’èlite.

Sono lontani i tempi di Money, la traccia numero sei dell’ottavo album dei Pink Floyd, The Dark Side of the Moon, pubblicato il primo marzo del 1973.

“Denaro, vai via trova un buon lavoro più pagato e sei a posto. Denaro, è un gas. Prendi quei contanti con entrambe le mani e mettili via. Una nuova macchina, caviale, sogni ad occhi aperti a 4 stelle credo che mi comprerò una squadra di calcio.”

Un inno contro il consumismo che sembra preistoria considerando la cifra spropositata che i “paperoni” amanti del rock e dei Pink Floyd dovranno elargire per assistere a quello che, sicuramente, più che un semplice concerto sarà un evento irripetibile e storico nel suo genere. L’atmosfera dell’Anfiteatro di Pompei abbinata alle pietre miliari della discografia dei Pink Floyd ed impreziosita dagli assoli indimenticabili di Gilmour saranno qualcosa di impareggiabile per chi ama la musica in generale.

C’è chi dice che, guadagnando poco sugli album venduti, gli artisti, ed in particolare i più grandi, si nutrono di musica “live” ed incentrano i loro guadagni quasi esclusivamente sui tour mondiali e sui concerti. L’Anfiteatro di Pompei mette a disposizione 2500 posti che, nonostante i 345 euro, verranno occupati in ogni ordine di posto. Tanto basta per metabolizzare (da parte dell’artista, sic!) la delusione dei tanti fan che avrebbero voluto quantomeno “concorrere” per poter partecipare a tale magico evento ma che, per questioni economiche, non potranno neanche sperare di accedervi.

C’è chi dice che sono le leggi del mercato, che tutto viene deciso nella logica del flusso economico e della globalizzazione. Eppure ci piace pensare che quel sentimento di assoluta libertà espresso straordinariamente soprattutto dalla musica rock negli anni ’60 e ’70 possa in qualche modo, un giorno, tornare a splendere nell’animo di chi crede che non sia andato tutto perduto. C’è chi lo ha vissuto e c’è chi crede di essere nato nell’epoca sbagliata ma, forse, questa è solo la maniera elegiaca di non dimenticare che quella non fu soltanto una rivoluzione musicale ma fu soprattutto una rivoluzione culturale che abbiamo inconsapevolmente ereditato e che le logiche del commercio e dell’attuale economia stanno tentando, ormai da anni, di rivoltare come un calzino bucato.

“Denaro, ritorna. Mi sento bene, Jack, togli le mani dal mio gruzzolo.”

“Money”, testo di Roger Waters