Preziosi: “Vendere i beni per coprire il disavanzo? Soluzione vecchia e inutile”

Preziosi: “Vendere i beni per coprire il disavanzo? Soluzione vecchia e inutile”

10 ottobre 2018

Marco Imbimbo  – La soluzione più immediata per coprire il disavanzo del Comune è la vendita dei beni non strumentali. Soluzione che, Dino Preziosi, consigliere di “La svolta inizia da te”, definisce “inutile”. Nel frattempo pone dubbi anche sull’avvio del servizio mensa: “Temo che non partirà per fine mese”.

L’elenco dei beni alienabili  è più o meno lo stesso da circa un decennio e al suo interno  è inserito di tutto, dai diritti edificatori di Ni01, Q9 e piazza Kennedy, fino ad appartamenti sparsi in città, aree garage a Corso Europa e, da quest’anno, anche una cabina dell’energia elettrica alle spalle dell’ex Eliseo da cedere all’Enel. L’ultimo elenco di beni non strumentali è stato redatto dall’amministrazione Foti e allegato al Bilancio di Previsione 2018-20. Il tutto per un valore di circa 26 milioni di euro.

L’amministrazione Ciampi starebbe guardando alla vendita di questi beni per provare a ripianare il disavanzo venuto fuori dal Consuntivo 2017 stilato dal commissario Tommasino. Una soluzione, però, che non viene vista di buon occhio da Dino Preziosi, capogruppo di “La svolta inizia da te”.

“Negli ultimi anni si è tentato spesso di coprire il disavanzo inserendo nel bilancio di Previsione circa 30 milioni di euro derivanti dalla vendita di beni, ma alla fine nemmeno l’1% veniva venduto – ricorda Preziosi. Al massimo il Comune è riuscito a vendere beni per poche decine di migliaia di euro.Ci sarebbe da chiedersi come hanno fatto finora a coprire il disavanzo se non è mai arrivata quella copertura prevista con la vendita dei beni. Ecco perchè, oggi, ci troviamo a un passo dal dissesto, proprio perchè nel tempo veniva indicate entrate aleatorie e non certe per coprire il disavanzo”.

Alla luce di quanto già visto in passato con questa strategia, il rischio concreto è che questa strada potrebbe rivelarsi un flop anche per l’amministrazione Ciampi: “Precisiamo che questo elenco dei beni è stato redatto dall’amministrazione Foti e inserito nel previsionale pluriennale, quindi non è opera di questa Giunta – spiega Preziosi. Ma il problema è un altro: il Comune per poter vendere qualcosa, deve renderlo appetibile. Se finora non sono stati venduti gli appartamenti nemmeno per la metà del loro valore, evidentemente c’è un problema. Forse dentro ci vive qualcuno in maniera abusiva. Oppure nell’elenco ci sono suoli e relitti su cui non si può realizzare nulla, quindi è impensabile riuscire a venderli. Attualmente stanno ipotizzando di mettere in vendita l’area di piazza Kennedy, ma ritengo che quell’area non sarà mai venduta nonostante si possa costruire perché c’è una scheda di piano che lo prevede”.

Dell’area in questione verranno messi in vendita i diritti edificatori per un valore di circa 3,5 milioni di euro. In passato, però, ogni volta che il lotto in questione è stato messo all’asta, non sono mai pervenute offerte, complice anche un mercato immobiliare fermo in città e che quindi lo rende meno appetibile. “Vendere oggi è la cosa più assurda che ci sia – sottolinea Preziosi. Innanzitutto il mercato immobiliare è fermo, poi Avellino ha quasi mille appartamenti sfitti. Anche qui, però, c’è un problema grande: finchè il Comune non riesce a trovare i fondi per coprire gli oneri che spettano a suo carico nelle schede di piano, come Ni01 o Q9, quelle schede rimarranno sempre ferme e non si sbloccheranno mai. La soluzione potrebbe essere che il Comune parli con i privati e permuti i suoi diritti ad edificare  per realizzare opere pubbliche in quella zona, come potrebbe essere un tribunale nella Ni01 che, legato al vecchio distretto, diventerebbe un’opera importante. Prima di tutto, però, bisogna capire che dall’Autostazione deve partire la nuova riqualificazione della città”.

Nel caso della vendita dei diritti edificatori di Piazza Kennedy, inoltre, c’è anche il problema dei pullman e finchè non verranno trasferiti del tutto sarà impossibile costruire in quella zona e quindi vendere il suolo. “E’ proprio sbagliato il concetto di realizzare un palazzo in quell’area – spiega Preziosi. Il Comune farebbe meglio a dismettere parte delle reti cittadine. Incasserebbe molti più soldi“.

Il consigliere d’opposizione, affronta anche un’altra questione più attuale, quella della mensa scolastica ponendo seri dubbi su un avvio che l’amministrazione definisce prossimo. “L’assessore Mancusi mi ha confermato che entro ottobre si risolverà il problema e il servizio partirà, ma io ci credo poco, anzi penso che se ne parlerà a novembre – spiega Preziosi. Loro si sono insediati a luglio e avrebbero dovuto pensarci prima, nemmeno con Foti ci sono stati questi ritardi ed è tutto dire”. Lo slittamento del servizio a novembre sarebbe causato da un problema strutturale: “La vecchia ditta deve smontare le cucine, mentre il nuovo gestore dovrà montare le sue. Ho consigliato all’assessore di muoversi perché alla gente importa poco delle questioni tecniche come il Tar. Alle famiglie interessa che parta la mensa scolastica”.