Preziosi: “Nessun incontro con Ciampi, i confronti si fanno in Aula. Alla luce del sole”

Preziosi: “Nessun incontro con Ciampi, i confronti si fanno in Aula. Alla luce del sole”

7 agosto 2018

Marco Imbimbo – «Non mi sono incontrato con il sindaco, mi ha chiamato ma ho preferito non andarci». Dino Preziosi, capogruppo di “La svolta inizia da te”, ha preferito rispondere assente all’invito del sindaco Ciampi che, ieri, ha convocato singolarmente i capigruppo presso la sua stanza, per incontri privati sulle linee programmatiche e la variazioni di bilancio per il Ferragosto.

Un’iniziativa, quella del sindaco Ciampi, che non è piaciuta all’esponente di opposizione. «Mi ha convocato dicendomi che avrebbe voluto parlare delle linee programmatiche, ma non si possono convocare d’urgenza le persone il 6 agosto, non mi sembra corretto. Nel precedente consiglio comunale, inoltre, ho invitato il sindaco a portare in Aula dieci punti programmatici e su questi avviare un confronto. Non ho condiviso, invece, la decisione del primo cittadino di convocare e confrontarsi singolarmente con i capigruppo. Le cose vanno fatte in Aula e alla luce del sole. Inoltre se c’è una conferenza dei capigruppo già fissata, non capisco a cosa siano serviti questi incontri».

L’esponente d’opposizione, inoltre, pone l’accento anche sulle date fissate per la capigruppo e il prossimo consiglio comunale, annunciando di aver già richiesto il rinvio: «Si dice che dovrebbe tenersi entro fine settimana, ma ho inviato una comunicazione al Presidente del Consiglio per spostarlo a dopo il 10 agosto, in questo periodo alcuni di noi sono in ferie e non è giusto tenere un Consiglio senza dare la possibilità a tutti di partecipare».

L’Assise cittadina che si terrà questo fine settimana, però, assume i caratteri dell’urgenza visto che dovrà approvare la variazione di bilancio per consentire l’organizzazione degli eventi di Ferragosto, ma Preziosi precisa: «Non capisco l’urgenza di svolgere il Consiglio per forza entro il dieci. Una volta approvata la variazione, sempre se passa, si può dichiarare l’immediata esecutività dell’atto. Insomma il Consiglio può essere spostato di qualche giorno e dare la possibilità a tutti di partecipare. D’altronde se l’amministrazione si è mossa in ritardo non è certo colpa nostra».

Preziosi, inoltre, pone l’accento anche sul comportamento di Ugo Maggio: «In passato il Presidente, prima di convocare la capigruppo, sentiva ognuno di noi per stabilire una data. Non deve essere il sindaco a dettare i tempi del consiglio, ma il Presidente. Alla prima Assise in cui sarò presente, sottolineerò questo problema perché, se deve essere il sindaco a dettare i tempi, allora è meglio che il Presidente si dimetta. Non mi è piaciuto il comportamento di Maggio, è vero che non è obbligato a confrontarsi con noi capigruppo su quando convocare la conferenza, ma per bon ton istituzionale lo avrebbe dovuto fare».

Un incidente diplomatico, dunque, quello che si è verificato in questi giorni, intanto resta la richiesta ufficiale presentata da Preziosi per spostare il Consiglio di qualche giorno e consentire a tutti di partecipare: «Siccome in questo momento non c’è una maggioranza né un’opposizione, la conferenza del capigruppo assume un ruolo importante. Laddove non venissero prese in considerazione le richieste che vengono fatte, agirò secondo regolamento, anche perché non è il sindaco che convoca il Consiglio, ma il Presidente dopo aver sentito i capigruppo».

La richiesta di Ciampi di un confronto privato con Dino Preziosi, era volta a parlare sulle linee programmatiche, così come ha fatto con gli altri capigruppo invitando tutti alla collaborazione e condivisione, ma Preziosi mette un freno a questa velleità: «Le linee programmatiche devono essere necessariamente sue, visto che è Ciampi ad aver vinto le elezioni insieme al programma con cui si è presentato alla città. Gli avellinesi hanno votato per lui e per quel programma, premiandoli con la vittoria. Di conseguenza venga in Aula e dica cosa vuole fare.  Inoltre continua a chiedere collaborazione e condivisione sulle linee programmatiche, ma già durante il ballottaggio gli ho inviato il mio programma dopo che me lo aveva chiesto, eppure non ha recepito quasi nulla. Non capisco cosa sia cambiato dal 20 giugno ad oggi».