Prevenzione del contagio da Coronavirus, i sindacati: “Le indicazioni non vengono applicate in modo uniforme”

Prevenzione del contagio da Coronavirus, i sindacati: “Le indicazioni non vengono applicate in modo uniforme”

2 marzo 2020

Si riporta la lettera del segretario nazionale Florindo Oliviero della Fp Cgil indirizzata al Capo del Dipartimento A.P., Pres. Francesco Basentini, e al Capo del Dipartimento G.M.C., Pres. Gemma Tuccillo, avente ad oggetto prevenzione del contagio da Coronavirus.

Egregi Presidenti,

le indicazioni da voi emanate sulla prevenzione del contagio da Coronavirus non vengono applicate in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e spesso vengono fornite interpretazioni delle stesse che vanno a nocumento dei diritti soggettivi e della tutela della salute del personale che opera nell’amministrazione penitenziaria, nella giustizia minorile e nell’esecuzione penale esterna.

Ci giungono notizie di dipendenti che, dopo essere entrati in contatto per motivi di servizio con persone che provengono dalle cosiddette “zone rosse”, ricevono come disposizione dai Direttori quella di chiedere periodi di ferie. Se tali notizie fossero confermate, saremmo in presenza di una violazione della norma contrattuale e, ancor di più, delle indicazioni del D.P.C.M. 1.3.2020 relativamente alle misure da adottare al fine di accertare le condizioni di salute dei lavoratori direttamente entrati in contatto con persone provenienti dalle “zone rosse” o a tutela di colleghi e cittadini con cui, per motivi di lavoro, potrebbero avere contatti.

Inoltre, in merito alla tutela della salute degli operatori, ci risulta che i dispositivi di protezione individuale tardino ad essere messi a disposizione del personale e che le disposizioni sulla salubrità degli ambienti di lavoro non vengano affatto rispettate. I locali ove opera il personale, infatti, continuano ad essere sovraffollati, impedendo in tal modo il rispetto delle direttive dell’Iss, ribadite nel DPCM del 1 marzo 2020, laddove si consiglia, ai fini del contenimento del contagio, di mantenere una distanza tra le persone di almeno un metro. Inoltre, la pulizia degli ambienti, già evidentemente critica nel suo espletamento ordinario, ci risulta non adeguatamente incrementata da alcuna opera di disinfezione e/o sanificazione, né tantomeno ci risulta che siano stati resi disponibili erogatori di liquido igienizzante necessario per l’igiene delle mani.

Non ci risulta, inoltre, che siano state date disposizioni sulla possibiltà di utilizzare forme di lavoro agile che, come recentemente disposto, possono essere applicate anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti.

Per quanto sopra esposto, si chiede di fare una verifica su tutto il territorio nazionale dell’effettiva applicazione delle disposizioni date fino ad oggi e di fornire ulteriori diposizioni sulle problematiche evidenziate.